Ingegnere di Voghera brevetta la batteria che dura in eterno

Gianni Lisini è un ricercatore italiano che ha realizzato la prima pila che dura in eterno. Un'invenzione strepitosa arrivata grazie al suo ingegno

Una batteria che dura in eterno e non si deve mai cambiare. Un sogno? Assolutamente no! Si tratta infatti dell’invenzione di un ingegnere di Voghera, che ha brevettato un prodotto strepitoso. Lui si chiama Gianni Lisini, ha 40 anni ed è ricercatore dello Iuss di Pavia. Soprannominato già come il “nuovo Volta” ha realizzato un accumulatore ibrido, definito come “la pila eterna”. L’ingegnere elettronico si occupa da anni di astrofisica e la voglia di realizzare questa invenzione è arrivata, come capita spesso, da una necessità quotidiana.

“Ho pensato di creare un prodotto che risolvesse il problema di dover cambiare le batterie – ha raccontato Lisini, spiegando come il suo lavoro non sia stato affatto semplice -. Ho lavorato da solo a questa mia idea e l’ho brevettata a mie spese. È un iter piuttosto costoso, il testo va fatto scrivere da un esperto, poi ci sono le tasse di deposito. L’ho presentato nel 2014 e dopo un anno ne è stata riconosciuta l’inventiva, il fatto che si trattasse di qualcosa di non ancora noto. Ho esteso successivamente il brevetto anche all’Europa e agli Stati Uniti”.

La pila eterna è stata presentata nel corso del Jotto Fair di Pisa, un evento che ha consentito al ricercatore di svelare il funzionamento dell’invenzione, ma anche di entrare in contatto con diversi imprenditori e possibili finanziatori del progetto.

“Questa batteria è composta da un accumulatore chimico – ha svelato l’ingegnere – affiancato a un ‘supercapacitore’, un condensatore di recente costruzione che ha la caratteristica di poter accumulare fino a 5mila Farad, con il vantaggio di avere un numero elevatissimo di possibilità di cariche e scariche, milioni contro le poche centinaia delle comuni batterie chimiche – Lisini è riuscito ad unire questi sistemi – per gestirli insieme e trarre vantaggi da entrambi. Abbiamo creato dei prototipi di queste batterie, alcune aziende si stanno interessando e le stanno provando”.

Le applicazioni di questa batteria che dura per 20 anni sono infinite. “Ad esempio a livello di trasporto urbano elettrico – ha spiegato il ricercatore di Pavia -. Una batteria simile può durare 15 o 20 anni. Il costo iniziale è maggiore rispetto a quelle normali, ma viene ammortizzato nel tempo perché non si presenta la necessità di cambiarla e di smaltirla”.

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