Insetti, meduse e micropiante: ecco i cibi del futuro

Microalghe, meduse e insetti: ecco quali sono i cibi del futuro che presto mangeremo tutti

Meduse, micropiante e insetti: ecco i cibi del futuro quelli che, secondo le autorità scientifiche, consentiranno di sfamare il mondo nei prossimi anni. In un futuro non troppo lontano infatti ci sarà bisogno di una nuova fonte di cibo per andare incontro alle esigenze della popolazione mondiale in continuo aumento.

I primi candidati a fornire nutrimento a miliardi di persone sono gli insetti, con cui gli studiosi sperano di realizzare farine di colori diversi, dal giallo al marrone, per preparare pasta e pane, utilizzando soprattutto grilli e cavallette. Ottime anche le meduse, che secondo gli scienziati rappresentano una buona fonte di proteine, soprattutto se consumate disidratate e in salamoia.

“Sono ingredienti completamente diversi fra loro e nuovi al mondo occidentale – ha spiegato qualche tempo fa Graziella Chini Zittelli, dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr (Ise-Cnr) -, ma diffusi da tempo nell’Est asiatico e in America Latina“. Sul podio dei cibi del futuro ci sono soprattutto meduse, microalghe e insetti. “Le microalghe, per esempio, erano ingredienti noti agli Aztechi – ha svelato la studiosa -. Naturalmente siamo in grado di riconoscere eventuali specie tossiche e lavoriamo solo su quelle sicure per l’uso alimentare. Hanno un elevato valore nutritivo e sono ricche di acidi grassi polinsaturi che fanno bene a cuore e cervello”.

Stesso discorso per gli insetti, primi fra tutti grilli e cavallette, ricchi di proprietà nutritive. Ottime pure le larve dei coleotteri, ricche di proteine e sali minerali. La scommessa dei ricercatori è quella di inserire questi alimenti nella dieta quotidiana di tutti, togliendo l’etichetta di cibo strano ed esotico.

D’altronde l’Italia, come hanno fatto notare gli studiosi, possiede tutte le caratteristiche per creare “allevamenti” di meduse e di microalghe. “Qui è possibile allevare le microalghe in impianti esterni e meduse utili a scopo alimentare le abbiamo già in abbondanza nei nostri mari” ha rivelato Antonella Leone, dell’Istituto di Scienze delle produzioni alimentari del Cnr (Ispa-Cnr), che ha parlato anche della Cotylorhyza tuberculata, un’alga molto diffusa in Puglia ricca di un “composto attivo contro il tumore del seno”.

A breve, comunque sia, i dati scientifici verranno analizzati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa che dovrà dare il via libera per consentire la commercializzazione di questi cibi.

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