Intelligence Usa: la Russia dietro gli attacchi informatici

Audizione in Senato

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New York, 5 gen. (askanews) – La seduta della commissione delle Forze armate del Senato statunitense, dedicata alle “minacce informatiche straniere” con la testimonianza delle massime autorità dell’intelligence, ha avuto, come atteso, un bersaglio principale: la Russia.

L’audizione si inserisce in un momento delicato nei rapporti tra intelligence, repubblicani e il presidente eletto, Donald Trump, che ha più volte detto di non credere ai servizi segreti, quando affermano che la Russia è responsabile degli attacchi informatici contro il partito democratico, durante la campagna presidenziale; si tratterebbe, per Trump, solo di un tentativo per delegittimare la sua vittoria. La commissione è guidata dal repubblicano John McCain, schierato con l’intelligence e convinto che “ogni americano dovrebbe essere preoccupato per l’attacco senza precedenti della Russia alla nostra nazione”.

McCain ha portato subito la conversazione su Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, che ha pubblicato i documenti che hanno messo in difficoltà il partito democratico; in una recente intervista, Assange ha detto che non è stata la Russia a fornire i messaggi rubati dagli account di posta elettronica dei politici democratici. McCain ha chiesto a James Clapper, il direttore dell’intelligence nazionale, se Assange sia un individuo credibile; Clapper ha risposto: “Non dal mio punto di vista”. Il capo dell’intelligence ha poi detto che gli attacchi degli hacker sono stati solo una parte degli sforzi della Russia di disturbare la campagna presidenziale. “È stata una campagna sfaccettata, che ha compreso la propaganda classica, la disinformazione, la diffusione di notizie false”. Clapper ha poi dichiarato che Assange ha messo in pericolo le vite degli americani, con le sue rivelazioni.

Clapper ha detto di sapere che c’è “un grosso interesse” per le interferenze russe nelle elezioni, ma ha indicato che il pubblico dovrà avere pazienza e aspettare la pubblicazione di un rapporto non classificato sulla questione, che avverrà la prossima settimana. Clapper ha comunque detto che l’intelligence non ha modo di determinare l’impatto degli attacchi informatici sul risultato delle elezioni e che comunque “non hanno cambiato il conteggio dei voti”.

Il presidente Barack Obama ha ricevuto oggi un resoconto dettagliato su tutto il rapporto classificato sugli attacchi degli hacker e domani sarà il turno del presidente eletto, Donald Trump. A proposito del presidente eletto, il suo portavoce Sean Spicer ha smentito le indiscrezioni di stampa secondo cui vorrebbe riorganizzare l’intelligence.

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