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Inventato il microscopio subacqueo, scopriremo un nuovo mondo marino

Con il microscopio sottomarino, gli abissi non saranno più un mistero: ecco cosa lo rende speciale e perché gli studiosi ritengono questa invenzione molto importante

Quella del microscopio sottomarino è una delle invenzioni scientifiche più interessanti dell’ultimo periodo. Da sempre studiosi e ricercatori hanno cercato di trovare un modo per poter analizzare a fondo tutto l’ambiente marino. Finalmente, grazie al Bum (Benthic Underwater Microscope), il mondo degli oceani potrà essere svelato. La paternità del progetto è da attribuirsi ad un gran numero di persone che, con le proprie conoscenze e qualità, ha saputo dar vita a ciò che prima sembrava impossibile realizzare.

Il microscopio sottomarino ha una importanza fondamentale per quanto riguarda gli studi oceanografici, in quanto da sempre si è cercato di comprendere quale fosse il meccanismo che permettesse ai coralli di scambiare gas con l’acqua e non solo. Pare, infatti, che la vita e il comportamento di questa specie marina nasconda molti più aspetti di quelli che generalmente si conoscono. Con le prime osservazioni effettuate con il microscopio sottomarino, si sono potute analizzare situazioni singolari che hanno coinvolto i coralli, come guerre territoriali e “baci”.

Così come spiega Andrew Mullen, co-autore del progetto e laureato della Jacobs School of Engineering della Scripps, il Benthic Underwater Microscope è il primo strumento capace di mettere a fuoco particolari subacquei a piccola scala. Il successo del microscopio sottomarino è stato raggiunto grazie ad un accurato studio dei dettagli che hanno portato alla realizzazione di un apparecchio efficiente. Il Bum è composto da due parti: un computer subacqueo e una microscopic imaging unit.

L’unione di questi due strumenti ha dato numerosi risultati positivi già nella prima applicazione, effettuata nelle acque del Mar Rosso e del largo di Mau, nelle Hawaii. Portando il laboratorio nell’habitat marino, si sono potute catturare immagini che hanno mostrato degli aspetti alquanto interessanti: i coralli, da una cavità dello stomaco, secernono degli enzimi volti a distruggere i tessuti delle altre specie, così da poter affermare il proprio dominio sul fondo marino.

In un’altra osservazione, è stato registrato un video rappresentante quello che i ricercatori hanno definito il “bacio” dei polipi del corallo. Ma non finisce qui: il microscopio sottomarino è al momento utilizzato per studiare il più grande fenomeno dello sbiancamento dei coralli che si sia mai verificato. Gli studiosi hanno fiducia nel Benthic Underwater Microscope e pensano che possa aiutarli a trovare la causa ed eventualmente anche la soluzione.

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