Kavya, ragazza prodigio che cura il nonno con un'app a distanza

Kavya ha 16 anni, ma le idee molto chiare, per questo ha creato un'applicazione per curare suo nonno, che si trova in India

Fonte: Instagram

Kavya è una ragazza prodigio che ha creato un’applicazione per curare a distanza suo nonno e tantissime altre persone. La 16enne vive negli Stati Uniti, per la precisione ad Alexandria, in Virginia, dove si è trasferita qualche tempo fa insieme alla famiglia.

In India ha lasciato moltissimi affetti, fra cui l’amato nonno, che è affetto da retinopatia diabetica. Si tratta di una malattia che colpisce soprattutto persone affette da diabete e che, negli adulti fra i 10 e i 65 anni, può provocare addirittura cecità. Kavya Kopparapu conosce molto bene questa malattia e la sua pericolosità, ma sa anche che in alcuni paesi, soprattutto in India, curarla è difficile, perché non ci sono molti specialisti e poche persone conoscono l’esistenza della patologia.

Cosa fare allora? Anziché disperarsi, per aiutare il nonno e tante altre persone, Kavya ha realizzato un’applicazione in grado di diagnosticare la retinopatia diabetica. “Mio nonno ha la retinopatia diabetica – ha raccontato la giovane, parlando del suo progetto -. E in India non ci sono abbastanza oftalmologi per tutti quelli che ne sono colpiti”.

L’applicazione funziona grazie ad un sistema di lenti che vengono applicate sullo smartphone. Il paziente deve semplicemente scattare una foto all’occhio, a quel punto una rete neurale analizzerà l’immagine, riconoscendo i segni della retinopatia diabetica. Kavya, che frequenta la Thomas Jefferson High School for Science and Technology di Alexandria, un istituto che offre un’alta formazione informatica, per realizzare l’applicazione ha chiesto l’aiuto di esperti e professori. Ha inviato moltissime email e lavorato sodo per creare qualcosa che potrebbe essere utile non solo in India, ma in tutto il mondo.

“Se ho imparato qualcosa da questa esperienza è che tutti vogliono aiutare una ragazzina con un progetto” ha spiegato, svelando di aver già creato un’associazione, GirlsComputingLeague, per avvicinare le ragazze all’informatica, collaborando con colossi come Google e Amazon. Niente male per una sedicenne!

Storie dal web

Lascia un commento

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti