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Kris, il lato bollente della fredda Islanda

Mentre le fidanzate degli imprecisi calciatori italiani si affannano a difenderli, a volte con uscite al limite della comprensione umana, a rubare la scena è Kris Jonasdottir, la compagna di Aron Gunnarson

Mentre le fidanzate degli imprecisi calciatori italiani si affannano a difenderli, a volte con uscite al limite della comprensione umana, a rubare la scena è Kris Jonasdottir, la compagna di Aron Gunnarsonn, uno degli eroi della spedizione islandese in Francia. 

Nelle numerose immagini che stanno circolando sul web la modella,  ventisette anni, mostra un fisico molto tonico, muscoloso e con gli addominali ben scolpiti. Appassionata di fitness, la ragazza ha anche lanciato una sua linea di creme abbronzanti.
La squadra simpatia è intanto tornata a casa, facendo il pieno di applausi. Se la fine dell’Europeo dell’Italia è stata scandita dalle lacrime, solo sorrisi e festeggiamenti hanno accompagnato il rientro dei giocatori dell’Islanda, rientrati a Reykjavik dopo la pesante sconfitta subita nei quarti contro la Francia.

Il 5-2 inflitto dai padroni di casa non ha però certo incrinato l’entusiasmo dei tifosi, tanto di quelli che avevano seguito in massa i giocatori di Lagerback, tanto i (pochi) rimasti in Islanda, che hanno accolto i propri beniamini come veri e propri trionfatori.
Appena atterrati nella capitale, Bjarnason – per il quale è vivo l’interesse del Torino – e compagni sono stati travolti dall’affetto di quasi 15.000 persone che hanno scandito il punto più alto del movimento calcistico nazionale.

Gli “uomini di ghiaccio”, già idoli del web e non solo, hanno festeggiato a modo loro, con una sorta di coreografia che ha coinvolto un intero Paese ed è diventata ben presto virale in tutto il mondo: la Geyser Sound.

La "Haka" degli islandesi consiste nel battere le mani all'unisono in modo molto forte insieme ai tifosi con anche una piccola coreografia, in tutto con un ritmo crescente dettato da uno dei giocatori in campo. In Francia erano arrivati in tantissimi dalla remota nazione che conta appena 323.000 abitanti (i calciatori hanno ammesso di conoscere personalmente il 50% dei presenti in tribuna) ma quelli rimasti a casa hanno voluto partecipare a questo rito e davanti ai megaschermi allestiti a Reykjavík si sono uniti al battimani.

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