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La maledizione di Messi, Maradona resterà inarrivabile

Le carriere a confronto dei due fuoriclasse, con la Pulce che ha perso la quarta finale con la sua Argentina prima di annunciare l’addio alla nazionale, mentre l'ex Pibe de Oro è entrato nella leggenda col trionfo mondiale del 1986

La notizia della sconfitta in finale di Copa America contro il Cile non è la più choccante in Argentina e non solo. Dopo aver sbagliato uno dei rigori decisivi, Lionel Messi ha infatti annunciato, in lacrime, l'addio alla nazionale. "Per me è finita. Ci sono state quattro finali e non mi sono bastate per vincere. Ci ho provato. Era la cosa che desideravo di più, ma non ci sono riuscito, quindi penso che sia finita".

"Ho fatto tutto quello che potevo, la decisione è presa", ha ribadito il fuoriclasse argentino, miglior marcatore all time della sua nazionale ma senza trofei. Dopo aver perso la finale contro la Germania ai Mondiali 2014 e quella dello scorso anno sempre con il Cile per il titolo continentale, la Pulce non è riuscita a riscattarsi a New York.

Il Cile, rimasto in dieci dopo mezz'ora per l'espulsione di Diaz (riequilibrata un quarto d'ora dopo da quella di Rojo), non ha concesso molto agli avversari e anzi ha avuto le occasioni migliori per sbloccare il risultato. Lo 0-0 però è rimasto tale fino al 120' e ai rigori a condannare l'Argentina sono stati gli errori proprio di Messi (alto) e Biglia.

Messi, capace di vincere tutto e ripetutamente con il Barcellona per una bacheca sterminata (quattro Champions League e otto Lighe, tanto per dare un'idea), a meno di ripensamenti chiuderà la sua carriera senza aver vinto quel titolo con la sua nazionale che avrebbe messo tutti d'accordo sulla classica domanda "chi è stato il più grande di tutti i tempi".

Diego Armando Maradona ha ovviamente vinto meno con il Napoli a livello di club ma si è garantito l'immortalità sportiva con il Mondiale del 1986. Proprio l'ex Pibe de Oro nei giorni scorsi aveva pizzicato a più riprese il suo erede: "E' una persona molto buona ma non ha personalità. Gli manca il carattere per essere un leader". E ancora: "Naturalmente batteremo il Cile a New York perché siamo i più forti ma se non vinceremo, è meglio che non tornino a casa…".

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