La natura insegna: ecco il sottomarino con le zampe da granchio

Ricercatori coreani hanno ideato Crabster CR200, sottomarino a forma di granchio per l'esplorazione di zone marine ad alto rischio. Ecco i dettagli

Quando l’uomo ha iniziato seriamente a progettare i mezzi di trasporto, dopo aver constatato che i cavalli potevano essere spinti solo fino a un certo limite e non oltre, si mise d’ingegno. L’idea di imitare gli animali era troppo complessa, e assolutamente infattibile per il periodo in cui l’idea di trasporto cominciava a farsi strada tra gli inventori. Bisognava creare qualcosa.

Bisognava fare in modo che fosse in grado non solo di reggere il confronto con le bestie da soma, ma anche di superarle. La soluzione fu guardare all’astratto. La ruota non ha esattamente un corrispondente nel regno animale, anche se ci sono insetti e creature che ci arrivano vagamente vicino, ma funziona. È efficiente, semplice e finora mai cambiata nel corso della storia. Ma c’è qualcosa di anche meglio?

Le gambe di granchio del veicolo coreano

Al Korean Institute of Ocean Science and Technology (KIOST, Istituto Coreano di Scienza e Tecnologia Oceanica), i ricercatori hanno creato un veicolo che ha una serie di sei zampe costruite sul modello di un granchio delle profondità oceaniche. No, non è un’automobile (purtroppo), ma un UEV, un veicolo di esplorazione subacquea a tenuta stagna pensato per poter raggiungere il fondo del bacino oceanico.

Il nome di questa meraviglia della scienza moderna è Crabster CR200. Allacciato a un cavo che porta in superficie per l’alimentazione, il veicolo è in grado non solo di aggrapparsi alle rocce e ai fondali, ma di esaminare e riporre in un comparto, qualunque oggetto riesca a trovare in profondità, grazie alle sue zampe anteriori. Luci, telecamere e quattro persone diverse per poterlo controllare completano il lavoro del team sud coreano.

Crabster: perchè le gambe di granchio

Il motivo di questa scelta particolare (e decisamente non semplice da un punto di vista concettuale) è presto detto. Il Crabster CR200 è pensato, come abbiamo detto, per affrontare le profondità oceaniche – ma non quelle in cui potremmo mandare un semplice robottino automatico spinto da eliche o altri metodi di propulsione simili. Il Crabster CR200 opererà in zone ad alto rischio, con correnti oltre gli 1,5 metri al secondo.

Da solo il numero non dice nulla, ma è abbastanza forte da mandare fuori controllo le sonde e strappare la maschera dal volto dei sub. Il granchio è ancora in fase di rodaggio, anche se ci sono già stati esperimenti “sul campo” (tradotto: sul fondo dell’oceano). Coi suoi sonar ed il suo controllo, chissà, forse potremo svelare più misteri di quello che è l’ultimo luogo completamente inesplorato del nostro pianeta.

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