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La sclerosi multipla si combatte con una dieta ipocalorica

La sclerosi multipla e la dieta sono strettamente correlate: questo è ciò che sostiene il professor Longo, medico californiano, che ha condotto uno studio di ricerca a riguardo

Fonte: flickr

Esiste un legame abbastanza stretto tra la sclerosi multipla e una dieta ipocalorica, ossia quella con scarso apporto di calorie. Lo sostiene il professor Walter Longo capo dell’equipe che ha condotto lo studio e direttore dell’USC Longevity Institute. Pare che una dieta ipocalorica possa far recedere i sintomi della sclerosi multipla e riparare quasi tutti i danni cerebrali causati dalla malattia. La sclerosi multipla e la dieta ipocalorica sono propriamente connesse. Secondo lo studio del prof. Longo, sarebbe necessario dimezzare la conta calorica per soli tre giorni, ogni settimana.

Servirebbe una sorta di dieta capace di simulare gli effetti del digiuno e rallentare, o addirittura far retrocedere, tutte le terribili conseguenze della malattia. La sclerosi multipla è una malattia progressiva del sistema nervoso caratterizzata dalla distruzione a chiazze della mielina nel cervello e nel midollo spinale.
Le sue origini sono pressoché sconosciute ma, secondo alcuni studi, il sistema immunitario intacca il rivestimento protettivo delle cellule nervose nel cervello e nella spina dorsale causando intorpidimento, paralisi, dolore e, in alcuni casi, anche la morte.

La sclerosi multipla associata alla dieta ipocalorica, chiamata dai ricercatori dell’USC “Fasting Mimicking Diet” (FMD), subisce una specie di rallentamento del suo decorso. Difatti, i ricercatori hanno notato una riduzione delle cellule lese che ha concesso al rivestimento protettivo di riformarsi. Hanno anche riportato un netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti. Anche nella scala EDSS (Extended Disability Status Scale) che valuta movimento, tremore, uso della parola e atto del deglutire, è stato registrato un progresso importante.

Secondo il prof. Longo, la FMD ha dato i suoi frutti fin dal primo test sperimentale rappresentando così un’enorme scoperta, fondamentale per il benessere dei pazienti malati di sclerosi multipla. La dieta FMD scatena, per le cellule, un ciclo morte-vita fondamentale per la rinascita del corpo. Essa è in grado di riavviare totalmente l’intero sistema immunitario, eliminare il grasso viscerale depositato nell’addome riducendo così gli evidenti segni dell’età che avanza. L’FMD produce cortisone conducendo alla produzione di nuove cellule sane.

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