L'astronauta Paolo Nespoli ritorna fra le stelle a 60 anni

L'astronauta Paolo Nespoli, all'età di 60 anni, si prepara a partire per la sua terza missione nello spazio

Fonte: Twitter

Paolo Nespoli torna fra le stelle. A 60 anni l’astronauta volerà ancora una volta nello spazio, diventando il più anziano europeo ad andare in orbita. Un record raggiunto alla sua terza missione fuori dalla Terra. Il lancio è previsto per il prossimo 28 luglio, quando partirà in compagnia dell’americano Randy Bresnik e del russo Serghej Rjazanskij, a bordo della navetta Soyuz Ms-05.

Dopo aver superato tutte le prove nel centro addestramento cosmonauti “Juri Gagarin” situato vicino Mosca, in Russia, l’ingegnere tornerà nella Stazione spaziale internazionale. La nuova missione gli è stata assegnata dall’Asi, l’Agenzia spaziale italiana, ed è stata denominata “Vita”. Porterà Nespoli nello spazio per 6 mesi, durante i quali dovrà realizzare 13 esperimenti scientifici in orbita che toccheranno il campo della fisica, della biologia, della medicina e della tecnologia. Lo scopo della ricerca, come ha sottolineato anche l’Asi, è quello di migliorare le condizioni di vita sul nostro Pianeta.

Per Nespoli, “Vita” è la terza missione nello spazio. Nel 2007 aveva partecipato alla missione Esperia sullo Shuttle Discovery, mentre nel 2019 era stato fra gli astronauti della missione Esa “MagISStra” sull’Iss.

All’età di 60 anni, il suo sarà un esperimento nell’esperimento, come ha spiegato anche lo stesso ingegnere aerospaziale e ufficiale paracadutista dell’Esercito. “Stare nello spazio e sull’Iss è un’esperienza incredibile – ha spiegato Paolo Nespoli -. Certo, sei in un posto isolato e artificiale dove se si ferma la pompa dell’ossigeno muori. E sei lì a lavorare, i centri di controllo sfruttano ogni secondo che stai lassù. Ma sai di fare cose importanti per l’umanità intera. Ti manca dormire bene, ti mancano i sapori, i colori, ma ci sono tante cose che sulla Terra non hai, come l’assenza di gravità e la possibilità di guardare il nostro pianeta da una prospettiva unica. Quando torni giù è bello rivedere la famiglia, risentire i sapori, parlare con la gente, ma nello spazio non mi mancava nulla perché lassù c’era tanto da scoprire”.

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