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Latte e Formaggi: origine in etichetta dal 19 aprile

A breve cambieranno le etichette dei latticini. Scopri cosa sarà modificato e per quale ragione

Fonte: Pixabay

Arrivano delle interessanti novità relative al mondo del commercio degli alimentari. I protagonisti delle nuove norme sono i formaggi e  tutti i restanti latticini. Da mercoledì infatti sarà necessario inserire sull’etichetta di questi alimenti l’origine della materia prima con cui sono stati realizzati. Per l’Italia questa è una novità assoluta. Il provvedimento è stato già ampiamente sperimentato nel resto d’Europa.

Le aziende dovranno segnalare l’origine del latte bufalino, caprino, vaccino con cui hanno prodotto yogurt, formaggi, mozzarelle, fior di latte e altro ancora. Maurizio Martina ministro delle Politiche Agricole è stato interpellato a riguardo e si è dichiarato molto soddisfatto. Ritiene infatti che in questa maniera si vada a instaurare un rapporto di fiducia fra il consumatore, il produttore, l’allevatore e il commerciante.

Cosa cambia

Le vecchie etichette fra due giorni spariranno e a loro posto arriveranno delle nuove. In queste si dovrà specificare in maniera chiara dove è stato munto il latte e anche in quale paese è stato poi lavorato e se è stato trasformato o condizionato. Se tutto ciò è stato fatto nella stessa nazione allora si potrà scrivere semplicemente “Prodotto in ”.

L’attesa reazione delle sigle sindacali o delle associazioni per la tutela dei consumatori sono arrivate. Per adesso si sono espresse la Coldiretti e la Trevalli Cooperlat. La prima ha addirittura definito questo provvedimento storico. Riconoscere la provenienza del latte in precedenza era impossibile. Questa sigla, insieme ad altre realtà, aveva effettuato degli studi specifici e denunciato che in 3 prodotti su 4 c’era materia prima d’origine straniera. Situazione che non veniva segnalata in alcun modo.

Trevalli

Oggi, invece, saremo informati sull’origine del latte con cui è stata trattata la mozzarella che portiamo a tavola e lo stesso discorso vale per tutti gli altri derivati. Paolo Fabiani nel complimentarsi va comunque coi piedi di piombo.  Si dichiara contento ma ci tiene a sottolineare che non abbasserà in alcun modo la guardia. Il decreto è infatti vicino al modo di agire della Trevalli Cooperlat. La trasparenza e la qualità restano quindi gli obiettivi concreti dell’associazione. Si attendono altri commenti ma sopratutto bisogna capire quale reazione avrà l’insieme dei consumatori italiani, ovvero se riterranno tale misura adeguata o meno.

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