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Le impronte digitali sono vecchie, ecco l'impronta auricolare

L'identificazione tramite impronte digitali non è una misura di sicurezza affidabile. A breve, nuovi sistemi che permetteranno il riconoscimento tramite la forma del padiglione auricolare

Fonte: pixabay

Sbloccare lo smartphone tramite l’utilizzo delle impronte digitali non costituisce più una misura di sicurezza totalmente affidabile. Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori dell’università del Michigan, che sono riusciti a sbloccare due smartphone di marche diverse con l’utilizzo di impronte digitali stampate su carta. I ricercatori, hanno utilizzato uno scanner ad alta risoluzione per acquisire le impronte digitali appartenenti ai proprietari di due cellulari di ultima generazione di marche diverse.

In seguito, hanno stampato le impronte su carta, utilizzando un inchiostro conduttivo argentato e una semplice stampante a getto d’inchiostro. I due smartphone hanno risposto in maniera diversa al tentativo di sblocco tramite impronte stampate: il primo, non ha opposto resistenze, riconoscendo immediatamente l’impronta del proprietario, mentre il secondo ha richiesto diversi tentativi, prima di consentire l’accesso al dispositivo. L’esperimento dimostra quindi, in maniera incontrovertibile, che le tecnologie attualmente utilizzate per il riconoscimento delle impronte digitali offrono un sistema di sicurezza facilmente aggirabile, nel caso in cui si abbia accesso ad uno scanner ad alta risoluzione.

Per questo motivo, sono allo studio nuove tecnologie in grado di garantire l’accesso ai dispositivi mobili in totale sicurezza. Recentemente, una nota società informatica giapponese, che si occupa prevalentemente di telefonia, sta sviluppando un sistema per consentire l’accesso al device attraverso l’impronta auricolare, ovvero tramite l’analisi del suono trasmesso mediante il canale uditivo. La forma della porzione interna dell’orecchio, infatti, è diversa per ogni persona ed è in grado di identificare in maniera univoca il singolo individuo. Secondo i ricercatori giapponesi, la procedura di riconoscimento uditivo richiede un solo secondo e offre un livello di precisione pari al 99%. L’azienda ha programmato la commercializzazione del nuovo sistema di riconoscimento a partire dal 2018.

La concorrenza, nel frattempo, si sta dando da fare per sperimentare sistemi alternativi alle impronte auricolari: una multinazionale californiana ha ideato una procedura di riconoscimento biometrico in grado di identificare qualsiasi parte del corpo del proprietario, grazie a un chip che converte lo schermo capacitivo in uno scanner. L’apparato offre un’affidabilità particolarmente alta (circa del 99,8%), soprattutto nel riconoscimento della forma del padiglione auricolare. In questo modo, sarà possibile in futuro rispondere alle telefonate, sbloccando contestualmente il telefono e verificando l’identità del possessore.

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