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A Liverpool arriva la corsia per i pedoni che camminano veloce

A Liverpool arriva la prima corsia preferenziale dedicata a chi ha fretta e vuole camminare veloce

Fonte: Twitter

A Liverpool arriva la corsia pedonale dedicata a chi vuol camminare veloce. A chi non è capitato almeno una volta nella vita di sbuffare innervosito davanti a persone che camminavano pianissimo per strada, interessate allo smartphone o intente a chiacchierare con qualcuno. In Inghilterra questo problema è stato risolto con una corsia preferenziale, dedicata esclusivamente ai pedoni che “non hanno tempo da perdere” e vogliono camminare spediti, senza creare delle file inutili.

L’idea nasce da una ricerca realizzata dalla catena di negozi Argos, secondo cui il 47% degli inglesi sarebbe innervosito dalle persone che procedono per strada con un passo lento. La corsia è stata disegnata su John’s Street ed è stata accolta con grande entusiasmo dai cittadini di Liverpool. Secondo il colosso dell’elettronica che ha condotto lo studio, il 31% delle persone detesta chi si ferma all’improvviso per chiacchierare con qualcuno o utilizzare il telefono. Il 18% dei clienti invece reputa frustrante avere davanti qualcuno che si distrae in continuazione e rallenta.

Per questo motivo l’idea è piaciuta molto, in particolare ai ragazzi fra i 16 e i 24 anni (il 69%), che reputano essenziale l’introduzione della corsia preferenziale per pedoni. Gli anziani invece hanno dichiarato di non sentire la necessità di una soluzione di questo tipo e solo il 37% ha appoggiato il progetto.

Il problema del “traffico pedonale” è una questione che negli ultimi anni ha interessato moltissime città. Nel 2014 ad esempio, il comune di Washington, negli Stati Uniti, ha deciso di realizzare sui marciapiedi delle corsie dedicate a chi si distrae spesso con il cellulare. La stessa idea è stata ripresa in altre città, come ad Aversa, in Belgio, e a Chongquin in Cina. In quest’ultima metropoli la strada è stata suddivisa in due corsie dedicate a pedoni “Cellphones” e “No Cellphones”. Nel frattempo in tanti sperano che, dopo Liverpool, l’idea possa sbarcare anche in Italia.

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