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Lo strano caso dell'artista che ha dovuto dimostrare di non aver dipinto un quadro

Ci sono gli artisti che raggiungono la gloria dopo la morte e altri artisti che in vita decidono di rinunciarci. Ecco lo strano caso di Peter Doig

Scozzese di origini, Peter Doig è uno fra gli artisti, rimasti in vita, più famoso nel mondo dell’arte. Il pittore si è ritrovato a difendersi in una causa per negare di aver composto un quadro. Doing è cresciuto tra i Caraibi e il Canada. L’uomo che gli ha fatto causa è un ex guardia carceraria Robert Fletcher. Questo sosteneva di essere in possesso di un quadro dipinto da Peter Doig.
L’opera presa in esame rappresenta un deserto roccioso. E’ senza titolo ma è firmata “Peter Doige 76” una piccola differenza di nome.
Doig ha sempre negato di aver eseguito quel dipinto. Lo scandalo è scoppiato quando il tribunale ha chiesto all’artista di dimostrare che il quadro non fosse suo.

Doig è riuscito a vincere la causa con la testimonianza di Marilyn Doige Bovad.

Doig è riuscito a dimostrare che il quadro non fosse suo. Il 23 agosto 2016 l’artista ha vinto la causa. Il pittore si è avvalso della testimonianza di Marilyn Doige Bovad, sorella di Peter Edward Doige, l’uomo morto nel 2012 che ha effettivamente realizzato il quadro. Così è stato deciso che tutta la storia è stato un caso di errore di identità.
Fletcher sosteneva che Doig avesse dipinto il quadro mentre si trovava in carcere arrestato per un’accusa legata all’uso di LSD. Doig ha negato di essere mai stato in carcere. La dimostrazione del fatto è stata complicata in quanto le informazioni antecedenti il 1985 del carcere dove lavorava Fletcher sono state perse.

Non era mai successo che un artista vivo dovesse dimostrare la non autenticità di un suo quadro.

La storia ha attirato molto i media di tutto il mondo non solo per la notorietà del pittore, alcune sue opere hanno avuto record di vendita alla casa d’asta londinese Sotheby’s . Lo scandalo principale è stato che mai nessun artista in vita si era trovato ad intraprendere una causa per negare di aver composto un’opera. Solitamente i problemi di autenticità vengono discussi dopo la morte dell’artista, dove i fraintendimenti e gli imbrogli possono essere molto elevati.
Secondo Fletcher, però Doing aveva negato l’autenticità del quadro perché testimonianza del suo periodo di prigionia. Per fortuna a salvare tutta la situazione è intervenuta la testimonianza di Marilyn Doige Bovard.

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