Londra e New York sommerse tra poche decine di anni. L'allarme degli scienziati

Il distacco di un ghiacciaio dell'Antartide potrebbe essere un pericoloso segnale di future inondazioni

Ricordate ‘The day after tomorrow’, film apocalittico nel quale New York e gran parte dell’emisfero boreale venivano ricoperte da ghiacci e acqua, con tanto di terribile glaciazione? Ecco, secondo gli scienziati c’è la possibilità che almeno parte di questo scenario possa realizzarsi tra poche decine d’anni.

L’enorme ghiacciaio di Pine Island si starebbe infatti staccando dall’Antartide e, sciogliendosi e provocando una serie di successivi disastri ambientali, potrebbe causare l’inondazione delle coste dei continenti, allagando numerose città come New York, Londra e Sydney.

“Ormai è fuori discussione che una parte della calotta dei ghiacci dell’Antartide Occidentale si scioglierà: si tratta di capire quando – ha spiegato il Dottor Ian Howat in un’intervista concessa al “Daily Mail” – Questo distacco di alcuni ghiacciai innesca poi un altro meccanismo, ovvero il ritirarsi di altri ghiacciai, con un tutt’altro che improbabile collasso della parte occidentale dell’Antartide che potrebbe concretizzarsi nell’arco delle nostre vite, nelle prossime decine d’anni.

A confermare questa ipotesi ci sono anche le immagini satellitari: “Questo tipo di rotture avvengono ai margini della calotta, dove il ghiaccio stesso è più sottile e soggetto a spaccature che lo riducano in pezzi – ha aggiunto Howat – Nello specifico, quest’ultimo caso del ghiacciaio di Pine Island è stato provocato da una spaccatura che s’è originata dal centro della calotta e si è propagata verso i suoi margini. Cosa significa tutto ciò? Che qualcosa ha indebolito la zona centrale e la spiegazione più plausibile è che si sia allargato un crepaccio interno a causa del surriscaldamento dell’acqua degli oceani”.

In sostanza, queste nuove ‘vallate’ che vediamo in superficie sono solo una parte di quanto, ben più grave, sta accadendo sotto la calotta, come sottolineato da Howat : “La cosa che davvero è preoccupante è che ci sono molte altre di queste ‘vallate’ ancora più all’interno del ghiacciaio e se davvero sono una dimostrazione di fragilità della calotta e delle probabilità che si rompa, ecco che allora potremmo davvero assistere uno scioglimento dei ghiacci dell’Antartide più veloce del previsto”.

“Dobbiamo cercare di valutare nel modo più preciso possibile come si stiano formando queste valli e queste spaccature e come potrebbero influire sulla stabilità della calotta. Al momento abbiamo solo informazioni limitate che ci arrivano dai satelliti e questo ci obbliga a fare analisi locali sulle correnti d’aria e sulle condizioni della zona terrestre per raccogliere dati più dettagliati. Al momento Gran Bretagna e Stati Uniti stanno collaborando su un vasto programma scientifico che riguarda questa specifica area dell’Antartide, in modo da riuscire a fornire altri particolari per avere un quadro completo”, ha concluso l’esperto.

Di sicuro, gli sviluppi della situazione potrebbero essere davvero drammatici: il ghiacciaio del Pine Island e quello gemello del Thwaites sono collocati sulla parte esterna dell’Antartide, a contatto con le correnti più forti al mondo, e sono fondamentali per evitare che finisca in acqua il 10% di tutta la calotta dell’Antartide Occidentale. Qualora questo accadesse, i livelli degli oceani potrebbero salire di quasi tre metri, praticamente inondando metropoli come New York, Londra e Sydney.

A rendere ancora il tutto più preoccupante c’è l’ultimo dato ottenuto grazie al metodo di analisi dei ghiacci artici sviluppato da Kurt Cuffrey dell’Università della California a Berkeley. In base a questo studio, dall’ultima Era glaciale, l’Antartide si è riscaldata fino a 3 volte più rapidamente delle altre regioni, di oltre 11 gradi in circa 20.000 anni, a dimostrazione del notevole cambiamento climatico globale in atto.

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