La magia del derby allo Juventus Stadium

Il derby allo Juventus Stadium è un'emozione unica. Ecco tutte le curiosità e le cose da sapere su questo incontro imperdibile

È la settimana del derby di Milano, il secondo scontro del Campionato
Italiano di Seria A tra squadre della stessa città dopo il recente Juventus – Torino. I derby sono tra le partite più importanti di una stagione, perché significano molto di più dei tre punti in palio. Significano prestigio. Significano che un’intera città è subbuglio per giorni. Significano gioia e amarezza. Significano lacrime e sfottò. Significano mesi di preparazione di coreografie, cori ad hoc, e grandi emozioni.

“Derby, vocabolo inglese. Nell’accezione angloamericana significa “bombetta”, contraddistingue un capo d’abbigliamento; è un derby anche un missile aria-aria israeliano di nuova generazione. In Italia il Derby è una marca di succhi di frutta molto in voga negli anni Ottanta. Ma in gergo calcistico il derby è lo scontro calcistico tra squadre di una stessa città, o al più di una stessa regione. Una rivalità forte che spesso confina nell’offesa reciproca” (dall’interessante libro Football Rivalries di Vincenzo Pallotto).

Un derby tra due squadre esalta la rabbia e il disprezzo per il tuo avversario sportivo, ed è questo uno dei segreti di pulcinella della passione che anima milioni di persone che guardano rotolare una palla da calcio. L’esaltazione e il clima pre-partita trasformano i derby in un momento di passione anche per coloro che hanno scarso interesse per il calcio ma che – come succede a Torino, Milano ma soprattutto Genova e Roma – guarderanno la partita perché quel match è parte integrante della vita in città.

L’atmosfera di un derby è unica, è un mix di nervi tesi, emozioni, ricordi del passato ed è in queste occasioni che le tifoserie organizzate (gruppi ultrà) danno il meglio di loro con spettacolari coreografie; e il tifoso conta, svolge un ruolo importantissimo nel fomentare la sfida in campo. I derby in Italia e in Europa stanno cambiando faccia pur mantenendo questa fondamentale e insostituibile presenza dell’ansia del tifoso, in Europa possiamo oramai assistere a stracittadine, come nel caso di Londra, dove il derby è vissuto come un happening che si fonde alla rivalità e alla tensione sportiva. In Italia da questo punto di vista siamo ancor parecchi passi indietro, ed ecco perché aver assistito al derby di Torino nel meraviglioso Alliance Stadium ci ha offerto uno spaccato unico e assolutamente internazionale.

Il derby di Torino è uno dei più vecchi d’Europa – finito nettamente, 4 a 0 a favore dei bianconeri – proprio per l’evento in sé, rappresentava un ottimo modo per vedere assaporare la commistione tra vecchie ansie da stracittadina e il piacere di essere in uno degli stadi più innovativi d’Europa. Uno stadio che è una parte importante del percorso fatto dalla Juventus negli ultimi anni, una strada sotto gli occhi di tutti che ha portato i puri Campioni d’Italia ad essere stabilmente tra i top club continentali: non solo riguardo ai risultati, non solo per l’organizzazione tecnica e tattica e l’alta competitività in Europa; il progetto dei bianconeri è a 360° e ha l’obbiettivo unico di divenire un riferimento mondiale in termini di marketing e sviluppo sportivo. In un mondo in cui per tantissimi tifosi i derby sono rimasti “l’evento vero” di un intero Campionato (pensiamo alla tensione che si respira quando è tempo di derby dalle parti di Genova o a Roma) gustarsi un derby a Torino è interessante proprio per l’evidente miscela di appuntamento “storico” inserito in un contesto – unico in Italia – che si è lasciato alle spalle un certo tipo di evento sportivo per fare spazio ad un vero e proprio happening in cui il campo, il risultato e i tifosi rimangono un elemento centrale ma che viene “sussunto” da un clima diverso, quello dello Juventus Stadium, che è molto più a portata di famiglie e semplici appassionati piuttosto che per gli ultras. Ecco perché è interessante assaporare la tensione di un derby storico contestualizzato in uno spazio – quasi un non luogo – innovativo e futuristico come è lo stadio della Juventus. Merito di una struttura eccellente ma anche di una società che ha scelto di investire sul rapporto con la propria fanbase, che accompagna i propri tifosi in una piccola bomboniera e che permette anche di essere parte del progetto e di conoscere le zone nascoste di una giornata intensa come quella del derby. Ecco allora che una iniziativa come quella “Walkabout” organizzato appositamente per i tifoso dagli sponsor come Adidas e Jeep permette di conoscere i segreti nella pancia dello stadio, dallo spogliatoio ai bus societari e che – grazie ad una impeccabile organizzazione – da la possibilità ai fortunati ospiti di incontrare gli idoli nel post-partita.

E così lo Juventus Stadium offre una giornata alternativa adatta ai bambini e agli adulti, una giornata in cui potere ammirare anche una squadra granitica e dominante e dove è possibile toccare con mano tutto quello che è il progetto “internazionale” della Juventus con in cima lo stadio, un gioiello di comodità per i tifosi e vero e proprio fortino per la Juventus. Vivere il derby è un’occasione unica per gustarsi uno scontro tra acerrimi nemici in campo che si riverbera sugli sfottò, sulle coreografie, e sui cori che arrivano dagli spalti. Ma anche nelle chiacchiere da bar, tra i banchi di scuola, tra colleghi e sui social network che riempiono il tempo che passa tra una stracittadina e l’altra. È così a Madrid, a Manchester, a Buenos Aires, a Sarajevo, ad Atene e ovviamente sarà così anche domenica 15 ottobre per la partitissima del Meazza tra Inter e Milan.

[articolo di Flavio Zocchi]

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