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Marco Verratti: da Pescara a Parigi, storia di un predestinato

Classe, dribbling veloce, visione di gioco, grande personalità, tecnica sopraffina. Non poteva che essere un predestinato, Verratti, con queste qualità

Fonte: flickr

Marco Verratti è un predestinato del calcio. Certi campioni il loro futuro lo hanno scritto negli occhi e nelle giocate che i comuni mortali sono impossibilitati a replicare. Verratti è uno di questi, uno che al pallone dà del tu. Inizia la sua carriera giovanile nel Manoppello, squadra del capoluogo abruzzese, che lo tessera nel 2000, all’età di 8 anni. Nel 2006 cambia maglia, senza allontanarsi troppo da casa. Passa infatti al Pescara, dove debutta in prima squadra non ancora sedicenne.

Con il Pescara gioca 4 anni, 3 di questi come trequartista con Galderisi, Cuccureddu ed infine Di Francesco in panchina. L’ultimo, quello della consacrazione e promozione in serie A, con Zdeněk Zeman, che giocando senza numero 10, lo piazza davanti la difesa. In coppia con Insigne farà le fortune della squadra abruzzese, tanto da riportarla in serie A. Alla fine della stagione firma il prolungamento fino al 2016, ma l’estate 2012 lo porterà al centro di una accesa lotta tra le più grandi club europei per accaparrarsi le sue prestazioni. Alla cifra di 12 milioni di euro, lo acquisterà il Paris Saint Germain, dove milita tuttora.

Il salto dalla serie B alla Ligue 1, da Pescara a Parigi, non condiziona minimamente il suo immenso talento che in un lampo finisce per stregare i suoi tifosi. Le sue giocate infiammano il Parco dei Principi e diventa pedina inamovibile del centrocampo dei blues, sia con Ancelotti che con Blanc in panchina. Nelle 4 stagioni al club parigino, colleziona 3 campionati francesi, 1 coppa di Francia, 3 supercoppe francesi e 2 coppe di lega francese. Inoltre nel suo secondo anno, Verratti, viene votato come miglior giovane del campionato e l’anno successivo come miglior calciatore straniero della Ligue 1. E’ la consacrazione.

Colleziona presenze nelle giovanili della nazionale italiana, fino a quella maggiore dove esordisce nel 2012 a 19 anni, senza aver mai giocato in serie A, essendo passato direttamente dalla serie B al campionato francese. Per doti tecniche, visione di gioco, personalità e caratteristiche da leader, è il padrone del centrocampo, detta i tempi alla squadra e ne scandisce la regia. Da tutti celebrato come l’erede del maestro Andrea Pirlo, è l’unico a salvarsi dalla spedizione mondiale in Brasile del 2014, con la vittoria del Pallone Azzurro 2015.

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