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Il mistero della Pompei sommersa che torna alla luce

Tornano alla luce splendori e misteri di Baia, la Pompei sommersa

Fonte: Twitter

Si chiama Baia, la Pompei sommersa ricca di mistero, situata a pochi passi dal Golfo di Napoli e protagonista di un nuovo documentario. Negli anni in tanti hanno provato a carpire i segreti di questa città sommersa, dove un tempo vivevano i ricchi romani, fra banchetti, splendide ancelle e lusso sfrenato. Una sorta di città della perdizione, che è finita in fondo al mare e che ancora oggi ha molto da raccontare.

Cosa nasconde Baia? Ha tentato di scoprirlo Stuart Elliott, regista inglese che ha realizzato il documentario “Baia, la Pompei sommersa”, per raccontare una storia che pochi conoscono. “Immaginatela come una Beverly Hills moderna – ha svelato Elliott- o se preferite un parco divertimenti in stile Las Vegas: quello che succede a Baia resta a Baia. Per un motivo semplice: l’elite si dedica ad alcol, sesso illecito e feste dissolute oltre che a cospirare per eliminare gli imperatori. Oggi più della metà della città si trova sotto il mare, con tutto il suo sfarzo sfacciato, trasformata in rovine grandi per tre volte quelle di Pompei“.

Sotto il mare, come hanno attestato gli archeologi, che hanno girovagato fra le statue con muta e maschera da sub, non ci sono templi e nemmeno mercati o fori, ma solo ville lussuose in cui si svolgevano feste e si era dediti ad ogni tipo di vizio. “È come un tesoro nascosto dei pirati una magia celata da millenni e ora riportata alla luce – ha raccontato Elliott parlando della Pompei sommersa -. Baia non è solo la meta delle vacanze dei patrizi ma un luogo di sperimentazione e avanguardia, dove è stata creata persino la prima cupola al mondo”.

Il documentario ricostruisce la vita dell’epoca attraverso il lavoro di Caterina Turroni e Raffaele Brunetti, mentre i turisti che hanno voglia di immergersi nel mondo di Baia possono farlo grazie a sessioni di snorkeling e diving. Il documentario è stato realizzato in collaborazione con la regione Campania e con il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo.

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