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Il mistero della Gioconda Americana svelato da un codice segreto

Un codice nascosto all'interno del quadro da Leonardo da Vinci ha permesso di scoprire il mistero della Gioconda Americana

Fonte: Twitter

Un codice segreto realizzato da Leonardo da Vinci e nascosto nella Gioconda Americana, per raccontare la storia tragica e straziante di Ginevra, protagonista di uno dei dipinti più celebri dell’artista. Pochi lo sanno, ma esiste una seconda versione della tela custodita al Louvre, si tratta della famosa Gioconda Americana, che raffigura Ginevra Benci più giovane e sorridente.

Il dipinto nasconderebbe un segreto, un testo realizzato da Leonardo al suo interno grazie alla scritta “virtutem forma decorat” che si trova in una ghirlanda inserita nel quadro. Anagrammando quelle parole si riuscirebbero a formare 50 frasi, un vero e proprio Codice da Vinci con cui l’artista avrebbe scelto di raccontare ai posteri la storia della donna raffigurata nel ritratto.

La scoperta realizzata da Carla Glori, ricercatrice che si occupa da anni del genio toscano, ha dell’incredibile. “Si tratta di anagrammi – ha spiegato – che si connettono tra loro in modo molto coerente a formare una storia completa, con personaggi e una trama del tutto verosimili”. Il motto che si trova nella ghirlanda sarebbe quindi una “macchina alfabetica” in grado, se interpretata, di fornire moltissime informazioni su Ginevra Benci, figlia di un ricco banchiere e prossima alle nozze.

Per risolvere il mistero basta aggiungere alla frase “virtutem forma decorat” la parola “iuniperus”, come indicato dal rametto di ginepro disegnato lì vicino da Leonardo. Il risultato sono cinquanta frasi che raccontano la tragedia di Ginevra, costretta a diventare la moglie di Luigi di Bernardo Niccolini, un uomo di quindici anni più grande, nonostante sia innamorata di qualcun altro. Nel testo la giovane racconta al lettore la sua disperazione all’idea di dividere il letto nuziale con il vedovo che non ama e che le è stato imposto dal padre. L’amante della nobildonna era, secondo gli esperti, Bernardo Bembo, ambasciatore veneziano arrivato a Firenze nel 1475. Attraverso i raggi infrarossi infatti è stato rinvenuto sotto la ghirlanda il suo motto: “virtus et honor”.

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