Mola tecta: il pesce luna che pesa più di una tonnellata

È stato scoperto il pesce osseo più grande di tutto il pianeta: il Mole tecta è un pesce luna che pesa più di una tonnellata

Fonte: Facebook

Una squadra di biologi marini dell’Università di Perth, in Australia, ha reso nota la notizia che ha stupito il mondo: è stato scoperto il più grande pesce osseo del pianeta. Sembra assurdo che in questo secolo si possano ancora scoprire pesci enormi, di cui non si conosceva l’esistenza, eppure le profondità marine custodiscono ancora numerosi segreti con cui gli esseri umani potranno entrare in contatto solo con il tempo. Il Mola tecta è un pesce osseo della famiglia dei pesci luna che pesa più di una tonnellata e può raggiungere i tre metri di lunghezza. A differenza degli squali che sono pesci cartilaginei, quelli ossei possiedono un vero e proprio scheletro e possono vivere sia nelle acque marine, sia in quelle dolci.

Il Mola tecta vive anche nel Mediterraneo e se ne possono osservare alcuni esemplari negli acquari di Genova o Lisbona. La sua forma è molto riconoscibile: è ovoidale, molto compresso ai lati e ha una bocca piccola che termina con un becco. Fino a poco tempo fa, questa specie era stata confusa con il Mola Mola, conosciuto come il pesce luna, ma grazie ai test genetici condotti dai ricercatori, si è capito che si trattava di due specie diverse, seppur parenti. Dopo 3 anni di esperimenti, in cui sono stati presi campioni sia da esemplari viventi in mare, sia da esemplari spiaggiati, si è potuto dare un nome a questa nuova specie, classificandola ufficialmente.

L’ultima volta che è stata classificata una nuova specie marina, risale a circa 125 anni fa: non è un avvenimento molto frequente! Il Mola tecta vive nelle profondità e si nutre di meduse, rispetto al Mola Mola preferisce le acque fredde e sono esemplari molto difficili da studiare e quindi anche da preservare. Il Mola tecta è riuscito così a sfuggire alla scoperta per quasi tre secoli, nascondendosi dietro alla specie “cugina” dei pesci luna, i quali presentano una storia tassonomica piuttosto disordinata. Una delle protagoniste di questa ricerca è stata Marianne Nyegaard, ricercatrice di veterinaria e scienze della vita dell’ateneo australiano, la quale ha studiato ben 27 pesci, situati tra l’Australia e la Nuova Zelanda, prima di arrivare a questa nuova ed entusiasmante scoperta.

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