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Morata: "Controllo antidoping? Pensavo a uno scherzo ma..."

Cresce l'attesa per Italia-Spagna di lunedì, con un episodio che fa discutere.

A due giorni dall'ottavo di finale di lunedì contro l'Italia, dieci calciatori della Spagna sono stati sottoposti a un controllo dagli emissari dell'Agenzia antidoping dell'Uefa, che hanno effettuato dei rilievi fuori competizione, recandosi nell'albergo che ospita i campioni d'Europa in carica, a Ile de Re. Il prelievo dei campioni di sangue e urine, che verranno analizzati nei prossimi giorni, si è svolto senza alcun problema, fa sapere la Federcalcio spagnola.

Alvaro Morata, in un'intervista a Deportes cuatro, ha spiegato di essere statto buttato giù dal letto "fra le 7,30 e le 8". "Pensavo a uno scherzo dei compagni, invece ho visto il nostro medico nella stanza", ha aggiunto, rivelando così di essere stato uno dei giocatori controllati.

L'ormai ex juventino ha anche parlato della partita: "Avverto buone sensazioni, l'atmosfera è ottima, malgrado qualche polemica. Sto bene, sono contento, perché la Spagna si trova dove deve stare. Ora sfidiamo l'Italia, ho parlato con alcuni difensori azzurri, mi hanno detto di portare il casco. La difesa dell'Italia è formata dagli stessi che hanno portato la Juve al successo negli ultimi anni. Noi, però, faremo la partita che dobbiamo disputare. Buffon è una leggenda, Bonucci il boss, Chiellini la forza e Barzagli la qualità".

Mancherà Candreva: "E' un'assenza importante, ma l'Italia ha una grande squadra e i suoi giocatori danno tutto per conquistare la vittoria".

Morata venerdì ha anche scritto una lettera per salutare i tifosi della Juventus: "Non è facile per me scrivere questa lettera, voglio ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me – ha scritto il bomber spagnolo -. Grazie al presidente Andrea Agnelli, a Pavel Nedved, John Elkan, Giuseppe Marotta, Matteo Fabris e soprattutto a Fabio Paratici e Javier Ribalta. Grazie ovviamente a tutti i tifosi juventini di tutto il mondo per il sostegno che non mi avete mai fatto mancare e grazie all'allenatore per la fiducia riposta in me e per avermi fatto diventare un giocatore migliore. Ovunque mi troverò mi sentirò sempre uno juventino".

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