Morto George A. Romero, regista di "La notte dei morti viventi"

George A. Romero, regista del cult horror "La notte dei morti viventi", è morto all'età di 77 anni

Fonte: Twitter

È morto George A. Romero, regista di “La notte dei morti viventi” e vero mito per gli appassionati dell’horror. Il maestro del cinema si è spento all’età di 77 anni a causa di un male incurabile. Ad annunciare la morte di Romero è stata la famiglia, che ha diffuso un comunicato tramite il produttore Peter Grunwald, grande amico del regista, in cui si parla di una “breve, ma aggressiva battaglia con il cancro ai polmoni”. Secondo quanto rivelato Romero sarebbe spirato fra le braccia della moglie, ascoltando la colonna sonora di “Un uomo tranquillo”, film di John Ford del 1952.

Il regista era nato a New York e, dopo il diploma, aveva iniziato a girare diversi cortometraggi. Negli anni Sessanta aveva fondato l’Image Ten Productions e, con un budget di 10mila dollari aveva prodotto “La notte dei morti viventi”.

Nei suoi film, splatter e horror, c’era in realtà sempre una denuncia sociale, in particolare in “La notte dei morti viventi”, dove raccontava la trasformazione della società americana, il consumismo e il razzismo. Il film, prodotto con pochissimi fondi, ancora oggi è un vero e proprio cult.

“Per la verità con La Notte dei Morti viventi volevamo fare niente più che un filmetto commerciale – aveva raccontato tempo fa parlando del suo capolavoro -, esagerare con la violenza, ma una critica alla crisi sociale degli anni ’60? No, quello fu un caso. E invece, un paio d’ anni dopo la sua uscita un articolo sulla rivista francese Cahiers du Cinema lo definì un film fondamentale in quanto esempio di cinema radicale, una reazione all’intervento militare Usa in Vietnam. Mi scoprii un autore socialmente impegnato  – aveva aggiunto – e ci ho provato gusto”.

Romero era molto legato all’Italia, grazie anche all’amicizia con Dario Argento. Il maestro dell’horror italiano aveva infatti prodotto “Zombi”, sequel di “La notte dei morti viventi”. “Dario ha salvato la mia carriera – aveva svelato tempo fa -, perché all’epoca è stato l’unico che ha voluto produrre Zombi; io ero in attesa di qualcosa da fare e lui mi ha chiamato, proponendomi questo film. Oltre che in Zombi, Dario ha poi lavorato con me anche in Due occhi diabolici”.

Storie dal web

Lascia un commento

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti