Mosca ottimista per l'arrivo di Trump alla Casa Bianca

"Ma lui non era il nostro candidato" dice la portavoce del ministero degli Esteri russo

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Mosca, 31 dic. (askanews) – “Ci sono tutti i prerequisiti necessari per rompere la situazione di stallo nei rapporti Usa-Russia”. Con cauto ottimismo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova chiude l’anno, annunciando che Mosca è disposta a “lavorare con qualsiasi squadra” dell’amministrazione americana e che non è vero che Donald Trump fosse “il nostro candidato”. Il tutto dopo che ieri il presidente russo Vladimir Putin ha stupito il mondo della politica internazionale, rinunciando – per il momento – a reagire alle nuove sanzioni della amministrazione uscente Usa di Barack Obama.

Putin ha deciso dunque di non seguire la strategia annunciata dal ministero degli Esteri, liquidando la decisione di Obama come “una provocazione” e “diplomazia di bassa lega”, facendo intendere chiaramente di non aver nessuna intenzione di prendere decisioni drastiche fino all’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump. Quest’ultimo ha tuttavia inaugurato un vocabolario più cauto, ha minimizzato dichiarando che bisogna “andare avanti” e occuparsi “di cose più importanti” della Russia. Pur precisando poi di voler ascoltare l’aggiornamento dell’intelligence americana sulla questione dell’hackeraggio delle email del Partito democratico da parte dei servizi segreti russi.

E anche Mosca sembra disposta a smorzare apparentemente l’entusiasmo. “Le affermazioni dell’establishment Usa secondo cui la Russia aveva scommesso su Trump e che lui fosse il candidato della Russia sono un elemento della guerra di informazione. Non sono vere”, ha spiegato Zakharova. E tuttavia la scorsa settimana lo stesso Putin nella conferenza stampa di fine anno, durata quasi 4 ore, aveva dichiarato che nessuno credeva alla vittoria di Trump, “tranne noi”.

La tendenza appare tuttavia quella della prudenza. Se in passato ci si era persino immaginati un incontro Putin-Trump, prima che il neoeletto leader della Casa Bianca fosse entrato in carica, adesso è l’ora del cerimoniale. “Il nuovo presidente deve ufficialmente entrare nella Casa Bianca, portare la sua squadra e poi il calendario degli incontri di lavoro, compresi quelli tra i ministri degli esteri di Russia e Stati Uniti”, ha detto Zakharova.

Insomma, calma e gesso. Anche perchè qualsiasi passo falso, potrebbe essere pagato caramente. Anche alla luce della sitazione, che Mosca vede così: “Onestamente, si ha la sensazione che il team democratico stia ormai solo cercando di vendicarsi di Trump per la vittoria, prendendo decisioni chiaramente assurde un mese prima del suo insediamento”, ha chiosato Zakharova.

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