Motori e passioni: quanto ne sapete sulle auto d'epoca?

Scopriamo insieme i segreti delle auto vintage che, con la loro eleganza e motore ruggente, fanno ancora oggi la storia delle quattro ruote su strada

Fonte: flickr

Che siate dei veri appassionati della tecnologia su quattro ruote o delle versioni d’auto all’ultimo grido, sicuramente anche voi non riuscite a distogliere lo sguardo quando vi trovate al cospetto di un modello d’auto dei tempi passati. La forte attrazione verso questa tipologia di mezzo infatti non è mai scemata, sono molti i collezionisti che custodiscono gelosamente in garage un gioiellino d’epoca, tenendolo sempre in condizioni più che impeccabili e mettendolo in bella mostra appena se ne offre la prima occasione utile.

I modelli (così come i prezzi) sono i più svariati a seconda dello stato in cui versa la “nonnetta” della strada e a quanti pezzi se ne contano ancora sparsi in tutto il mondo. Sono dei veri e propri articoli da collezionismo e smuovono le masse quando si tratta di andarne a godere della bellezza durante le esposizioni sempre più numerose sia in Italia che all’estero.

Esistono poi anche i club che raccolgono gli appassionati di questi veicoli vintage, nati per condividere sì la passione ma anche le sensazione che da guidare pezzi di storia delle quattro ruote. Ma cosa comporta in termini pratici il possesso di una di questa autovetture? A cosa bisogna fare attenzione quando si decide di metterla su strada? Vediamo da vicino alcune piccole “regole”.

Quanto decidiamo di acquistare e utilizzare un’auto d’epoca non dobbiamo mai dimenticarci infatti di tutta la parte burocratica, diversa da quella relativa alle auto di ultima generazione. Per poter rientrare in questa categoria è bene ricordare che il periodo dopo il quale un’auto possa essere considerata “d’epoca” deve superare i 30 anni dalla data di produzione (e non di immatricolazione), deve risultare fedele all’originale e deve appartenere a una speciale lista formata da 340 modelli.

Ma quali agevolazioni comporta? Innanzitutto la tassa di possesso (o bollo per i comuni mortali) di questi mezzi deve essere versata solamente in caso di circolazione su strada (la cifra è variabile in base alla regione di appartenenza).

Come quelle moderne, anche le auto “vintage” devono essere sottoposte a revisione biennale e devono sottostare alla normativa di circolazione dei motori Euro 0 nei casi di limitazione del traffico (salvo deroghe stipulate dal comune in cui si circola). Per conoscere tutta la normativa in questione vi consigliamo di dare un’occhiata al sempre aggiornatissimo sito dell’Automobile Club Italia.

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