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Nasce la scuola di fallimento che insegna a perdere

In Italia è nata la prima Scuola di fallimento che insegna ai suoi studenti a perdere per raggiungere il successo

Il segreto del successo? Saper perdere. Per questo è nata anche in Italia la Scuola di fallimento. Il corso è stato realizzato da Francesca Corrado, ricercatrice, economista e fondatrice di Play Res.

La studiosa ha creato la Scuola di fallimento dopo una serie di studi che l’hanno portata a comprendere come, anche dagli errori, possa nascere qualcosa di buono e di nuovo, soprattutto se impariamo a non considerarli come dei “vicoli ciechi”. Tutto parte dalla sua esperienza personale. Nel 2015 infatti la Corrado ha perso la cattedra presso l’università di Modena e ha liquidato la sua società. A quel punto ha iniziato a ragionare sulla propria vita e, studiando, si è appassionata alle neuroscienze.

Da quell’esperienza è nata la Scuola di fallimento. “Il successo è, in realtà, la somma di tutti i nostri fallimenti” ha spiegato la Corrado a Repubblica. D’altronde lo slogan della Scuola è proprio “osa perdere per vincere”. Mentre da piccoli l’errore viene considerato qualcosa di costruttivo, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi (vi ricordate il detto “sbagliando si impara”?), da grandi le cose cambiano e l’errore viene percepito come un fallimento gravissimo.

“Se viviamo il fallimento come un vicolo cieco, è naturale provare frustrazione, ansia, paura e immobilismo – ha svelato Francesca Corrado -, se invece accettiamo l’errore come elemento naturale di una vita complessa e come un viaggio alla scoperta di sé, dei propri limiti e dei propri talenti allora daremo un giusto peso al fallimento e magari un giorno leggeremo sui dizionari una diversa definizione di fallimento, come percorso alternativo per cogliere una nuova opportunità”.

Nella Scuola di fallimento è previsto un percorso diviso in cinque moduli: percezione dell’errore (quello proprio e altrui), analisi degli errori sistematici, consapevolezza, sdrammatizzazione e infine fiducia. Gli studenti sono seguiti da dieci docenti con diverse competenze, che vanno dall’economista al game designer, passando per il neuroscienziato e lo psicologo.

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