Neil Harbisson, l’uomo-robot che ha un'antenna sulla testa

Neil Harbisson ha un'antenna impiantata nel cervello per vedere i colori ed è il primo cyborg al mondo

Fonte: Ansa

Neil Harbisson è l’uomo-robot più famoso al mondo. L’artista britannico classe 1982 è cresciuto in Catalogna e quando era ancora piccolo gli è stata diagnosticata l’acromatopsia. Si tratta di una malattia rara che impedisce di vedere i colori, ciò significa che Neil vedeva la realtà attorno a sé in una scala di grigi.

Tutto è iniziato durante i suoi studi al Darlington College of Arts, nel Regno Unito, quando ha cominciato ad appassionarsi di cibernetica. In quel periodo, grazie all’aiuto di un suo amico, Adam Montandon, sviluppò la prima bozza dell’eyeborg. Si trattava di un’antenna in grado di trasformare i colori in 360 onde sonore.

“È un’opera d’arte. Non è dispositivo medico né un ausilio per la vista” ha spiegato Neil, che è diventato il primo cyborg riconosciuto per legge. Nel 2004 l’artista ha cercato aiuto in diversi ospedali per perfezionare la sua antenna, ma ha ricevuto sempre un no come risposta. Alla fine è riuscito finalmente a trovare un chirurgo, rimasto anonimo, che in tre ore l’ha operato, agganciando la struttura direttamente al cervello.

“Ho dovuto tenere la testa fasciata per due mesi mentre l’osso si ricostruiva intorno all’antenna – ha rivelato Neil -. Da allora è come se avessi un nuovo organo”. In seguito ha fondato la Cyborg Foundation, un’organizzazione che sostiene tutte quelle persone che vogliono diventare uomo-robot.

Nel corso degli anni l’eyeborg ha iniziato ad essere utilizzato non solo per vedere i colori, ma anche per altre attività. Oggi è dotato di un dispositivo bluetooth ed è in grado di connettersi al wi-fi. In questo modo Neil può vedere direttamente dal suo cervello le immagini e le informazioni presenti in Rete. “È come una chiamata telefonica. Ma solo cinque persone al mondo hanno questo particolare numero – ha spiegato, rivelando anche di essere stato hackerato -. Dovevo andare in onda su Al Jazeera subito prima, qualcuno che non era nella mia lista di contatti ha inviato un’immagine del suo volto al mio cervello. In realtà non mi è dispiaciuto, anzi è stato sorprendente ed eccitante”.

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