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Palmira, Aleppo e Damasco, le più antiche città della Siria

Le più antiche città della Siria, Damasco, Aleppo e Palmira, sono state scelte dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità a testimonianza della grandezza di un passato lontano

Fonte: flickr

Parlare di Palmira, Aleppo e Damasco significa immergersi nella storia delle più antiche città della Siria. Non sono molte le nazioni che possono vantare una memoria storica tanto ricca e importante ed una capitale che costituisce un punto di riferimento obbligato nelle pagine della storia mondiale, al pari di Roma, Atene, Alessandria e Baghdad. Damasco è, infatti, assurta al ruolo di capitale universale grazie alla ricchezza delle bellezze artistiche rimaste a testimoniare la grandezza di un passato lontano.

La città vecchia di Damasco è stata scelta dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità nel 1979. Confine tra Oriente e Occidente, punto di contatto tra nord e sud del mondo, Damasco è stata fin dalla sua fondazione (4.500 anni fa) un crogiolo di culture diversissime. La Grande Moschea degli Omayyadi ospita tre minareti, un’enorme sala di preghiera, un favoloso giardino ed è considerata uno degli edifici più belli al mondo. Inoltre con i suoi 125 monumenti, chiese, madrase, palazzi, caravanserragli sparsi nei vari quartieri, la città è una testimonianza della civiltà romana, bizantina e musulmana.

Aleppo non è solo una delle città più antiche della Siria, bensì del mondo intero. La città che si trova nei pressi del confine turco, a metà strada tra il mare e l’Eufrate, è stata fondata infatti circa 13mila anni fa. Aleppo, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1986, è conosciuta anche come “La capitale del Nord” o “al-Shahaba”, ovvero “la grigia”, a causa della roccia calcarea grigia con cui sono state erette le abitazioni. Rinomate la meravigliosa Cittadella, fortezza arabo-islamica medievale innalzata ad uso militare e capace di ospitare oltre 10mila persone durante gli assedi, e la “moschea di Zaccaria”.

L’antica città di Palmira è diventata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1980. Situata al confine tra l’Impero Romano e quello dei Parti, Palmira fu fondata nel VII millennio a.C. e fu uno dei centri culturali più importanti del mondo antico. La sua arte e la sua architettura sposarono le tecniche greco-romane con le tradizioni locali e gli influssi di matrice persiana: ne sono una prova le rovine riportate alla luce dagli scavi archeologici. Le recenti guerre in Siria hanno arrecato danni irreparabili a questo sito dalla straordinaria bellezza: l’ISIS ha distrutto templi, torri funerarie, un arco di trionfo, ma la riconquista di Palmira lo scorso marzo ha riconsegnato al mondo ineguagliabili vestigia.

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