La pancia? Tutta colpa dell'uomo di Neanderthal!

Secondo alcuni studi scientifici la nostro pancetta sarebbe tutta colpa dell'uomo di Neanderthal da cui l'abbiamo ereditata

La pancia? L’abbiamo ereditata dall’uomo di Neanderthal. A svelarlo uno studio scientifico secondo cui la classica pancetta che sfoggiano molti uomini (e donne) sarebbe causata dai nostri antenati. Tutti sappiamo bene che discendiamo dalle scimmie che, milioni di anni fa, si sono evolute attraversando diversi stadi. In ognuna di questa trasformazioni abbiamo acquisito abilità e competenze diverse, ma si è modificato anche il nostro aspetto fisico.

Secondo alcuni recenti studi l’uomo di Neanderthal ha contribuito maggiormente a trasformare il nostro patrimonio genetico. Per gli esperti infatti il 2,6 per cento di ciò che siamo lo dobbiamo proprio a questo nostro antichissimo antenato. Sono tre le ricerche che hanno stabilito questo dettaglio non indifferente, come svelano “Science e “American Journal of Human Genetics”, le riviste in cui gli studi sono stati pubblicati.

Fra le analisi più interessanti troviamo quella condotta da Svante Paabo, biologo svedese che lavora nell’Istituto Max Planck per l’Antropologia Evoluzionistica a Lipsia, che in passato aveva scoperto la stretta parentela fra l’uomo di Neanderthal e l’uomo Sapiens. Il team guidato da Paabo fra le altre cose è riuscito a svelare come i geni “neanderthaliani” ci abbiano influenzato nella tendenza a formare la pancetta. Non solo questo avo, milioni di anni fa, ci avrebbe anche trasmesso la predisposizione a sviluppare alcune patologie mentali, come la schizofrenia.

La scoperta è avvenuta analizzando il Dna estratto dai resti di Vindija, una donna di Neanderthal ritrovata in Croazia e vissuta oltre 52 milioni di anni fa. Studiando il fossile gli scienziati hanno scoperto tantissime cose interessanti. Ad esempio che già all’epoca non avvenivano incesti, come invece si era ipotizzato in passato. I rapporti sessuali venivano consumati con persone esterne alla famiglia e i partner facevano parte di altri clan, come ha stabilito il team dell’università di Copenhagen guidato dall’esperto Eske Willerslev.

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