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Perché Bowie, Prince e altre star continuano ad avere successo

Il successo di David Bowie, Prince, Michael Jackson, Elvis Presley, John Lennon e Freddie Mercury continua anche dopo la loro morte

Il successo di David Bowie e Prince sembra inarrestabile: le due popstar, così come Elvis Presley, Michael Jackson e Freddie Mercury, continuano a collezionare grandi risultati anche dopo la loro morte. L’impatto discografico di una tragedia è pressoché immediato: i fans, nell’intento di dimostrare la loro partecipazione emotiva, scaricano brani musicali dal web e vanno alla ricerca di vecchi singoli ed album cult; le etichette discografiche approfittano del culmine di attenzione e, volendo trarre il massimo dei profitti, mettono sul mercato inediti postumi o nuove compilation celebrative.

Il successo di David Bowie, morto a gennaio, è a dir poco incontenibile. Il suo ultimo album, Blackstar, è subito balzato al primo posto della classifica nel Regno Unito e vi è rimasto per tre settimane. Nello stesso lasso di tempo una dozzina di dischi del Duca Bianco Bowie sono entrati nella top 40 eguagliando il record stabilito da Elvis Presley subito dopo la sua morte (1977), e ben cinque album si sono inseriti nella top 10 raggiungendo il primato di Michael Jackson (2009). La Official Charts Company ha comunicato inoltre che Blackstar è stato finora il secondo album più venduto del 2016.

Ad aprile si è potuto poi misurare il successo di Prince. La settimana successiva alla sua morte, 14 album sono entrati nella top 100, tre dei quali nella top 5; a distanza di giorni però solo uno rimane nella top 10 e dieci nella top 100. È ancora troppo presto per capire quali saranno gli effetti a lungo termine sulle vendite. Una volta che verranno chiarite tutte le questioni legali sui diritti d’autore di Prince, si metteranno in moto le macchine del marketing e ogni anniversario della scomparsa diventerà un’enorme opportunità di fare affari, proprio come lo è stato nel passato per altre superstar.

Il business che ruota intorno a Michael Jackson, per esempio, non conosce crisi: dopo la sua morte 43 singoli e 11 album sono entrati nella top 200 e, nel solo 2015, il suo nome ha fruttato 115 milioni di dollari. Numeri mirabolanti anche quelli di Elvis Presley: dopo la sua scomparsa, sono balzati nella top 100 ben 69 singoli e 65 dischi, 33 dei quali nella top 40 e tre in cima alla classifica. Diversi i casi di Freddy Mercury e di John Lennon: la loro memoria viene tenuta viva non solo dai fans ma anche dai membri superstiti dei Queen e dei Beatles che traggono vantaggio dalle loro indimenticabili performance.

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