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Perché nel gelo dello spazio profondo il sangue invece bolle?

Un recente studio ha confermato che il sangue bolle nello spazio nonostante ci sia una temperatura prossima allo zero assoluto, la più fredda che possa esistere al mondo

Il sangue bolle nello spazio, è scientificamente provato, nonostante vi sia una temperatura pari allo zero assoluto che, secondo la fisica, è la temperatura più fredda esistente al mondo. Lo spazio non è altro che il vuoto tra tutti i corpi celesti presenti nel cosmo costituito da una minima densità di particelle e da un’abbondante parte di materia scura. Si tratta di un ambiente ghiacciato e inospitale per l’uomo. Ha una temperatura di -270 gradi Celsius (corrispondenti a -454°F) ma allora perché il sangue bolle nello spazio? In primis, perché l’atmosfera non è respirabile a causa della minima quantità di gas disciolti in essa e inoltre non vi è alcuna pressione che esercita un peso sulla colonna d’aria in questione.

Per cui, la mancanza di atmosfera provoca uno sbalzo di temperatura consistente che non consentirebbe all’uomo di poter sopravvivere in un ambiente in cui si registrano -100°C all’ombra. Un astronauta non sarebbe in grado di vivere nello spazio neanche un secondo per la severa mancanza di ossigeno, soffocherebbe mandando in shock tutti gli organi interni. Per quanto riguarda la questione del sangue che bolle, è necessario introdurre il concetto fisico di fluido e di vuoto. I fluidi del nostro corpo vengono mantenuti in pressione ottimale dalla pelle che si dilata al massimo consentendo il normale funzionamento degli organi interni e di tutto il sistema circolatorio. Ma questa è la prassi in condizioni normali.

In condizioni alterate, come in presenza del vuoto dello spazio, il trasporto convettivo di calore che si irradia in tutto il corpo viene a mancare. Di conseguenza, tutti i fluidi corporei cominciano a bollire violentemente. La bassa pressione del vuoto ha la capacità di ridurre il punto di ebollizione dell’acqua portando così al congelamento (quasi) istantaneo.
È doveroso dire che questo studio è stato compiuto in laboratorio, quindi non esistono dati certi e statistici che affermino la precisa tempistica richiesta da un corpo umano per morire nello spazio.

Addirittura, altri studi di ricerca sostengono che il sangue non ribolle per davvero e che si possa morire solo ed esclusivamente per un soffocamento causato da mancanza di ossigeno. Pare che prendere una bella boccata d’aria per poi trattenere il respiro sia un errore madornale da non compiere assolutamente, se ci si trova nello spazio. I polmoni sono gli unici organi ad essere in contatto diretto con l’esterno per cui, la pressione stoccata al loro interno potrebbe riportare un grave deterioramento dell’organo stesso.

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