Perchè si dice "a babbo morto"

Andiamo alla scoperta dell'origine di a babbo morto, l'idiomatica espressione toscana

Fonte: flickr

Quante volte abbiamo sentito la formula a babbo morto?L’italiano è una lingua ricchissima e molto musicale, nota soprattutto per le sue tantissime varietà regionali e dialettali che danno vita ad un panorama linguistico e culturale pressoché unico in Europa. Ogni regione, e ancor più specificatamente ogni città e paese, ha le sue massime e i suoi detti, alcuni dei quali hanno rotto le barriere regionali per entrare a far parte del vocabolario dell’italiano standard e diventare locuzioni del lessico comune.

Una di queste è l’espressione a babbo morto, indicata per designare un metodo di pagamento situato in un tempo indeterminato e molto distante dal momento in cui viene pronunciata. Questa particolare formula idiomatica deriva dal termine bancario e stava appunto ad indicare una pratica di prestito usata dagli antichi usurai nei confronti di persone giovani. Questi ultimi infatti, ritrovatisi spesso in condizioni economiche disastrose, contraevano con gli usurai dei prestiti che avrebbero potuto risarcire solamente nel momento della riscossione dell’eredità, appunto ‘a babbo morto’.

La prima registrazione ufficializzata di questa espressione risale al lontano 1789, quando il Deli (Dizionario universale, critico, enciclopedico della lingua italiana) lo cita tramite uno dei suoi collaboratori e fondatori, ossia Francesco Alberti. Il riconoscimento ufficiale di ‘babbomorto’ arriva però soltanto nella quinta edizione del Dizionario dell’ Accademia della Crusca del 1923. Come moltissime altre espressioni della nostra lingua corrente, anche ‘a babbo morto’ arriva dalla Toscana, forma dialettale da cui possiamo tranquillamente asserire si sia sviluppata la lingua italiana fino ai giorni nostri.

Nel dialetto toscano non è infatti inusuale trovare espressioni e dialetti relativi alla figura paterna. Il babbo compare anche in locuzioni come babborivéggoli, battuta per esprimere un ipotetico luogo dove reincontrare e riabbracciare il padre defunto. Focalizzando l’attenzione sullo stravagante termine, sottolineamo come a babbo morto sia diventato nel tempo un riferimento idiomatico per tutta la penisola italiana. Di frequente questa espressione è stata utilizzata anche sulla carta stampata e nei telegiornali, oltre che nel linguaggio quotidiano informale dei parlanti la nostra lingua. Sono più di 400 le attestazioni dell’uso di a babbo morto sui giornali, con l’espressione che dagli anni duemila in poi ha raggiunto una frequenza di utilizzo ancora maggiore.

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