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Pinocchio Emoji, la prima opera italiana con le faccine

Pinocchio e le emoji si uniscono per dare vita ad un'opera unica nel suo genere. La prima vera grammatica delle immagini, ovvero la cosiddetta Emojitaliano

Fonte: flickr

Quella di tradurre Pinocchio in emoji è un’idea abbastanza recente avuta da un ricercatore e due insegnanti (Francesca Chiusaroli, Johanna Monti, Federico Sandati). Tutto è partito dalla considerazione della diffusione sempre più capillare delle emoji che, ormai, vengono utilizzate praticamente ogni volta che si invia un messaggio (ad esempio il famosissimo smile per indicare un sorriso). Sicuramente è questa la traduzione più originale che si sia mai fatta, tutta basata sulle faccine. Il progetto ha preso piede lo scorso Febbraio e durerà circa un anno.

Scritturebrevi.it è un apposito blog gestito dalla Chiusaroli. I followers, con cadenza quotidiana, traggono una frase dal testo e la traducono con gli emoji che ritengono più opportuni. Ogni sera vengono scelte le migliori che vengono poi inserite nel dizionario ufficiale. Non è la prima volta, in realtà, che si pensa a tradurre un testo in emoji. Nel 2015 era stato oggetto di traduzione un discorso pronunciato da Barak Obama così come anche il romanzo Alice nel paese delle meraviglie, tradotto con oltre 25 mila emoticons su un poster gigante.

Vi sono, però, delle differenze che rendono la traduzione di Pinocchio in emoji un’opera unica nel suo genere. Infatti, in questo caso si segue una vera e propria grammatica con delle regole che, se conosciute, possono essere alla portata di tutti.La semplicità deriva pure dal fatto che tali regole sono poche e di facile apprendimento. La sintassi, innanzitutto, comprende sempre e solo tre elementi: soggetto, verbo e complemento. Il soggetto è sempre esplicito e qualora l’emoji rappresenti un verbo davanti allo stesso si mette un apostrofo. Ad esempio, l’emoji “scarpa” corrisponde, normalmente, a scarpa mentre significa “camminare” se preceduta da un apostrofo.

I capitoli del romanzo di Pinocchio in emoji stanno man mano venendo alla luce. A Maggio 2016 si è giunti al quinto capitolo, in attesa che quelli già tradotti vengano revisionati. Il volume, una volta finito, sarà dotato di un’introduzione e di un glossario. E’ prevista, poi, la traduzione in una pluralità di lingue per cercare di abbattere le barriere linguistiche creando un linguaggio che possa essere usato e capito da tutti. Si attende, quindi, il termine di tutti i 36 capitoli con la successiva pubblicazione. Solo allora si potrà misurare realmente la risposta dei lettori.

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