Plastic Village: il progetto per accogliere i senzatetto a Napoli

A Napoli è stato realizzato un innovativo centro per accogliere i senzatetto disegnato dall’architetto Gambardella: ecco come funziona

Fonte: Facebook

Negli ultimi anni il tema dell’accoglienza è sempre più importante e incisivo nelle scelte politiche delle Amministrazioni cittadine. Così in questo clima di continui cambiamenti, la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli, in collaborazione con la Fondazione Plart, ha inaugurato il progetto del Plastic Village, un alloggio temporaneo per i senzatetto che ha il valore e la dignità di un’abitazione.

Gli esperti affermano da sempre che l’accoglienza debba essere gradevole fin dalle prime fasi e debba poi essere seguita da una politica di integrazione stabile. Lo stesso architetto Cherubino Gambardella sostiene queste tesi e per questo motivo ha lavorato negli ultimi anni per la realizzazione di una prima forma di ospitalità in plastica che soddisfi le esigenze di accoglienza e che rispetti i valori architettonici, etici e sociali che dovrebbero essere garantiti a tutti. Così è nato il progetto del Plastic Village, che fonda le sue basi sull’architettura tessile che, seppur temporanea, offre opportunità di integrazione.

Il prototipo elaborato dall’architetto Gambardella è in esposizione presso la Fondazione Plart e si struttura in due unità abitative simmetriche, unite al centro dai servizi. Le unità abitative sono realizzate in legno con una copertura in plastica, supportata da una struttura di ferro. Plastic Village offre quindi accoglienza di notte ai senzatetto, mentre di giorno tutti possono usare queste tende come architetture mobili, pronte ad ogni esigenza. L’obiettivo dell’architetto e della Fondazione è quello di fornire una soluzione di accoglienza “sorridente” a tutti coloro che si trovano in difficoltà, rispondendo all’esigenza di integrazione e alla necessità di trovare un’abitazione solida e stabile per tutti.

Il progetto Plastic Village è stato presentato in mostra lo scorso dicembre presso la Fondazione Plart di Napoli. Hanno collaborato con il progetto anche alcuni studenti della Seconda Università di Napoli durante un workshop sul tema dell’abitare nomade e dell’ospitalità. Il lavoro svolto da Gambardella si è ricollegato anche ad una sua precedente mostra del 2014 a Milano, intitolata “Supernapoli”, dalla quale emergeva la sua visione di creare un nuovo tessuto urbano. L’architetto è sceso più volte in prima linea, con l’obiettivo di fornire soluzione concrete attraverso l’architettura a necessità reali che affliggono la società odierna: non resta ora che attendere la realizzazione effettiva di questi prototipi.

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