Quanto tempo si può conservare il caffè?

Il caffè si può conservare a lungo se mantenuto in un contenitore sigillato, al riparo dall'aria e dall'umidità

Il caffè è una delle bevande più diffuse al mondo, si beve tradizionalmente in molte culture ed è una risorsa economica importantissima per moltissime nazioni. Ma quanto e come si conserva il caffè nelle nostre case? Il caffè è un alimento e come tale, quando lo acquistiamo, riporta sulla confezione una data di scadenza oltre la quale il prodotto non andrebbe più consumato. Questa si riferisce però al pacchetto integro, perchè una volta aperto il caffè va utilizzato relativamente in fretta. Il caffè in cialde si conserva fino alla data di scadenza senza problemi, perchè le cialde sono confezionate singolarmente per cui rimangono sigillate fino al momento dell’utilizzo. Anche il caffè in grani si conserva facilmente, purchè venga tenuto in un luogo fresco e il più asciutto possibile e lontano dalle fonti di luce diretta.

Più difficile è la conservazione del caffè macinato, che è anche quello più diffuso nelle nostre case. Generalmente il caffè in polvere è venduto in pacchetti sottovuoto o in barattoli sigillati. Una volta aperto è bene conservarlo in un barattolo chiuso il più ermeticamente possibile, in modo che non vi sia ricambio d’aria e che l’umidità non riesca a penetrare, altrimenti perderà rapidamente l’aroma e finirà per ammuffire. L’aria e l’umidità sono infatti i maggiori nemici per la conservazione del caffè , oltre alla luce diretta del sole. All’interno del barattolo la parte di caffè che si trova in superficie sarà quella che invecchierà più in fretta, mentre gli strati sottostanti rimarranno naturalmente protetti. Un buon consiglio è quindi quello di mescolare ogni tanto il caffè macinato nel barattolo, soprattutto se non lo si utilizza da qualche giorno.

C’è chi ritiene che il caffè vada conservato in frigo, ma i puristi dell’aroma sono molto discordi sull’argomento. Da una parte c’è chi sostiene che il freddo rallenta il decadimento degli alimenti, per cui ne allunga la conservazione e l’aroma, dall’altra c’è chi risponde che il freddo altera i grassi contenuti nel caffè e quindi ne modifica irrimediabilmente il sapore. La cosa assolutamente essenziale, per chi decide di conservare il caffè in frigorifero , è di verificare che il contenitore sia sempre ben chiuso. Il frigo è un ambiente molto umido e il caffè potrebbe impregnarsi di condensa, ma soprattutto potrebbe assorbire l’odore di altri alimenti dall’aroma molto forte (cipolle, formaggi) rovinandosi irrimediabilmente.

Il caffè si ottiene macinando i semi di particolari piante del genere Coffea. Si tratta in totale di oltre 100 specie, ma che vengono coltivate per lo sfruttamento commerciale del caffè sono principalmente due: arabica e robusta. La pianta del caffè è di origine africana, ma oggi è coltivata industrialmente in moltissime parti del mondo. I maggiori produttori mondiali di caffè sono Brasile, Vietnam, Colombia e Indonesia. Per molti paesi in via di sviluppo africani come Uganda, Ruanda ed Etiopia, il caffè è il principale prodotto da esportazione.

Prima di arrivare nelle nostre case sotto forma di polvere bruna il caffè subisce un lungo processo di lavorazione. Innanzitutto i frutti vengono raccolti e separati dai semi. Questi ultimi vengono poi lavati ed asciugati e quindi separati per colore e grandezza. A questo punto alcuni tipi di caffè vengono lasciati invecchiare (come il java) fino a 2 anni, e poi tostati. Il chicco di caffè è naturalmente verde e piccolo. E’ il processo di tostatura, detta anche torrefazione , che conferisce il classico aspetto che conosciamo, visto che i chicchi prendono un colore bruno e crescono di volume fino quasi a raddoppiare. A questo punto il caffè è pronto per essere confezionato, o per essere macinato per ottenere la classica polvere di caffè.

Al termine della tostatura o torrefazione il caffè è carico del suo classico aroma, che naturalmente comincia subito a diminuire. La torrefazione industriale e il seguente confezionamento permettono di mantenere l’aroma e il sapore inalterato anche per lunghi periodi di tempo. Quando il barattolo di caffè arriva nelle nostre case e viene aperto comincia però un rapido processo di decadimento dovuto principalmente all’aria, alla luce e all’umidità che ne alterano sapore e profumo. L’ideale per mantenere inalterate tutte le proprietà e il gusto del caffè macinato, e quindi conservarlo più a lungo nel modo migliore, sarebbe quello di acquistare, soprattutto se non si è grandi consumatori, confezioni piuttosto piccole in modo da non lasciarle aperte troppo a lungo.

Attorno al caffè sono sorte moltissime tradizioni locali che differiscono molto in diverse zone dell’Italia, con diatribe anche piuttosto accese su quale sia il caffè migliore o quale sia il miglior modo di prepararlo. Non esistono però altrettanti diversi punti di vista su come conservare il caffè, probabilmente perchè tradizionalmente il caffè si acquistava in grani e si macinava in casa poco prima del consumo. Questo sarebbe probabilmente, anche per noi oggi, il modo migliore di conservarlo preservandone gusto e aroma il più a lungo possibile.

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