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Questo ragazzo ha una protesi tratta direttamente da un videogioco

Konami ha progettato una protesi futuristica per James Young. L'arto meccanico include una torcia, una porta USB, una luce laser e un drone

Fonte: Advanced Bionics

Konami ha realizzato una protesi per James Young, un londinese rimasto vittima di un tragico incidente. Nel maggio 2012, James stava salendo sul treno Docklands Light Railway – East London quando perse l’equilibrio e cadde sotto il convoglio. Trasportato in elicottero al Royal London Hospital, rimase in un coma indotto per 12 giorni. Nell’impatto ha perso la gamba sinistra sotto il ginocchio, mentre il braccio sinistro è rimasto gravemente danneggiato, tanto da dover essere poi amputato. Il giovane è stato inoltre sottoposto a 12 operazioni per ricostruire alcune parti del volto e del corpo.

Circa 4 mesi dopo l’incidente, James è stato dimesso con la protesi al braccio e alla gamba e con un gancio al posto della mano. Young, ovviamente, non aveva alcuna ambizione di diventare un pirata e quindi si sentiva estremamente a disagio ad affrontare la sua vita quotidiana. Le protesi per di più sono azionate da cinghie e corde che causano molto dolore su un arto traumaticamente amputato. Ad alleviare la sua grande sofferenza è arrivata la casa di progettazione e sviluppo di videogiochi Konami che ha progettato per lui una protesi ad hoc.

Lo scorso anno, James lesse un annuncio nel quale si diceva che Konami era alla ricerca di un amputato interessato a testare una concezione futuristica di arto protesico. Young era il candidato perfetto ed è stato scelto tra oltre 60 persone. Un esperimento unico condotto dall’artista londinese Sophie De Oliveira Barata gli ha così fornito un prototipo di braccio bionico. Questo arto metallico personalizzato si muove in maniera realistica e, in un certo senso, è più funzionale di una mano reale. In esso sono installati una torcia, una porta USB, una luce laser e un drone.

La protesi Konami, creata su misura da Sophie e da un team di 10 esperti, funziona grazie ad una batteria e si compone di un braccio metallico attaccato ad una mano articolata in plastica che può essere controllata dai muscoli di spalle. I sensori attaccati alla pelle delle spalle rilevano i segnali muscolari e sono collegati ad una cintura che deve essere indossata costantemente da James. Grazie a questa protesi che ricorda un videogioco, il ragazzo percepisce l’esistenza di una mano vera e non di un dispositivo tecnologico e può eseguire facilmente moltissime attività quotidiane.

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