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Robot fugge dal laboratorio, causa solo qualche ingorgo stradale

In Russia un robot fugge dal laboratorio e crea un ingorgo stradale: in molti pensano ad una trovata pubblicitaria della Promobot, l'azienda che produce robot

Fonte: youtube

Il robot fugge dal laboratorio: è successo in Russia e si tratta della prima fuga spontanea di un robot dal luogo della sua creazione. Secondo quanto raccontato dai ricercatori, il robot si trovava all’interno del suo laboratorio ed era sottoposto ad alcuni test; a causa di una disattenzione dell’ingegnere che stava conducendo i test, la porta di servizio del laboratorio è rimasta aperta, e così il robot, che si chiama Promobot come l’azienda che l’ha progettato, ha continuato a camminare fino alla strada più vicina, creando un ingorgo in mezzo al traffico.

I ricercatori lo hanno ritrovato dopo circa 40 minuti in mezzo alla strada, dove era rimasto immobile a causa delle batterie scariche. L’episodio è avvenuto in Russia, precisamente nella città di Perm, dove si trova la Promobot, un’azienda che progetta robot. A raccontare la fuga del robot è stato il cofondatore della compagnia, Oleg Kivokurtsev, che, al The Washington Post, ha dichiarato che prima della sua fuga il robot stava imparando gli algoritmi per il movimento automatico, ed è riuscito a fuggire mettendo in pratica tutto ciò che aveva imparato.

Il robot in questione è bianco, dotato di due braccia, un display sul torace e un altro sul viso; è il capostipite di una nuova generazione di robot che viene indicata con la sigla v3, ed ha la capacità di spostarsi sulle sue ruote in piena autonomia ed esplorare ambienti nuovi, in assenza di ostacoli. La maggior parte dei media russi ha dichiarato che non si è trattato di un incidente, ma bensì di un’operazione di marketing pensata dalla Promobot per pubblicizzare il robot. Nel caso la fuga del robot sia stata veramente una trovata pubblicitaria, sicuramente non è tra le più riuscite.

Infatti secondo Filippo Cavallo, esperto di robotica sociale dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il fatto che il robot si sia spinto così oltre è un grave errore di progettazione. L’esperto continua, aggiungendo che l’azienda avrebbe dovuto impostare un’area definita nella quale il robot può muoversi, che avrebbe dovuto tener conto dell’autonomia delle sue batterie e non si sarebbe dovuto allontanare così tanto per poi non riuscire a tornare indietro da solo. Per il momento l’azienda non ha fatto ulteriori dichiarazioni riguardo all’accaduto, ma ha promesso di presentare al pubblico questo nuovo robot il prossimo settembre; il suo debutto avverrà all’interno dei centri commerciali, dove il Promobot potrà interagire con i clienti.

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