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Salute, l'errore dei medici è la terza causa di morte più diffusa

L’errore medico è la terza causa di morte negli USA. Scopriamo insieme i dettagli di questa scoperta shock

Fonte: flickr

L’errore medico è la terza causa di morte negli Stati Uniti, pari a 250.000 casi ogni anno, secondo un’analisi pubblicata recentemente. Pur non esistendo negli USA un sistema per registrare queste morti, alcuni ricercatori grazie all’utilizzo di dati risalenti al 1999 hanno scoperto che le sviste dei medici rappresentano più del 9,5% di tutti i decessi negli Stati Uniti. Solo le malattie cardiache e i tumori sono più mortali.

Per determinare il tasso di mortalità dovuto ad errore medico, gli scienziati hanno analizzato i dati raccolti da parte del governo e li hanno confrontati con il tasso di ricovero ospedaliero a partire dal 2013. Dopo aver estrapolato queste informazioni, hanno accertato che nello stesso anno 251.454 morti negli Stati Uniti siano riconducibili alla causa in esame. Le inesattezze dei medici provocano più decessi rispetto alle malattie respiratorie e devono essere considerate la terza causa più comune di morte, avendo cagionato il decesso di 147.101 persone nel 2015.

L’analisi ha rivelato che la scienza medica farebbe un passo in avanti se questi dati fossero condivisi a livello nazionale e internazionale. La morte per errore medico, tuttavia, non viene riconosciuta in ambito scientifico in quanto non è annoverata dalla classificazione internazionale delle malattie (ICD). L’ICD, secondo l’OMS è utilizzato da 117 Paesi, tra cui Canada e Regno Unito. Il problema, tuttavia, non dovrebbe essere esente da un approccio scientifico che lo valuti attentamente.

I ricercatori hanno riconosciuto, malgrado ciò, che l’errore umano è inevitabile e che queste morti non sono sempre colpa dei medici. Lo studio effettuato dimostra comunque l’esistenza di uno spazio per realizzare delle tecnologie in ambito sanitario che registrino in modo più chiaro le sviste degli operatori. In questo modo gli scienziati potrebbero giungere alla progettazione di metodologie più efficaci e sicure.

Gli autori hanno anche proposto una serie di raccomandazioni finalizzate a ridurre questa causa di morte, ad esempio facendo in modo che le indagini avviate dagli ospedali siano più rigorose e veloci. I ricercatori hanno anche suggerito di specificare sul certificato di morte se la causa del decesso è dovuta a complicazioni prevenibili legate a cure mediche. Il ruolo eziologico dell’errore è comunque complesso: molte inesattezze, infatti, non sono consequenziali. La svista umana, in ogni caso, deve essere presa in attenta considerazione. Essa, infatti, può porre fine all’esistenza di una persona con una lunga aspettativa di vita.

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