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Sarajevo, capitale della Bosnia: vita, lavoro e gastronomia

Sarajevo, capitale della Bosnia, è una città ricca di culture, storia e tradizioni: scoprite insieme a noi qualcosa di più su questo fantastico luogo

Fonte: pixabay

Sarajevo è la capitale della Bosnia Erzegovina ed è una città che, passata la guerra mondiale, ha saputo riprendersi e ospitare persone e tradizioni di etnia diversa senza creare alcuna occasione di scontro. Vivere in questa capitale è molto più agevole di quanto ci si possa immaginare e se volete provare, potrete confermarlo.

Ciò che affascina maggiormente in questa ricca città è la convivenza di culture e religioni diverse, che avviene in maniera molto pacifica. In estate, ad esempio, possiamo trovare persone che portano il velo, o donne di origine europea che invece vanno in giro in minigonna, ma nessuno litigherà con l’altro. La tolleranza e il rispetto a Sarajevo sono di casa.

Caratteristiche

A Sarajevo ci sono molte persone, soprattutto in estate, che provengono dall’Arabia Saudita perché qui trovano le loro chiese, oltre a quella cristiana e a quella protestante, oltre a una campagna e a un verde cui loro non sono abituati. In generale i bosniaci sono abbastanza affabili e fanno di tutto per mettere gli stranieri a proprio agio.

Il clima è tipicamente mediterraneo con estati calde, almeno fino a 30 gradi, e inverni freddi, con temperature che vanno al di sotto dei 10 gradi. Sarajevo è abbastanza piccola, e raramente si utilizza l’auto, se non per fare grandi compere. La lingua parlata è il serbo bosniaco. Per viverci è necessario apprendere quanto prima la lingua, magari facendosi istruire da un professore privato.

Italiani a Sarajevo

Molti italiani si sono trasferiti a Sarajevo o perché hanno sposato una donna del posto essendo stati nel paese in guerra, o semplicemente affascinati dalla città a carattere cosmopolita. Tantissimi nostri connazionali hanno sviluppato un’attività fiorente in questa nazione. In generale Sarajevo è una capitale che “lascia il segno” sia per il fatto che convivono pacificamente popoli e culture totalmente differenti, sia per le ferite e i segni della guerra, visibili dai buchi sui muri o dalle granate che hanno lasciato segni sul terreno assumendo la forma di rosa, le famose “rose di Sarajevo“.

Lavorare a Sarajevo

Per un migrante non è difficile trovare lavoro a Sarajevo e soprattutto non ci sono tantissimi cavilli burocratici da sbrigare rispetto ad altri paesi europei. Prima di tutto si può entrare nella capitale e restarvi senza visto fino a tre mesi, dopodiché si può entrare e uscire tranquillamente senza preoccupazioni o documenti nuovi da portare. Non è difficile procurarsi un contratto di lavoro e per sbrigare tutti i permessi occorre soltanto qualche ora di assenza dal proprio ufficio.

Dove mangiare

Ideali per un pasto fugace e per stare a contatto con la gente del posto sono i famosi locali dove si possono gustare le prelibatezze fast food tipiche della cucina bosniaca, come cevapcici e burek. Questi piccoli ristorantini per la maggiore all’aperto servono a tutte le ore, ma non distribuiscono alcolici. Al centro di Sarajevo soprattutto nella parte più antica e turistica della città, invece, si trovano ottimi ristoranti anche a basso costo in cui abbonda la birra prodotta in loco.

Specialità tipiche

Tra i cibi da gustare a Sarajevo annoveriamo la Pita, ossia una sottile pasta sfoglia richiusa a fazzoletto condita con carne, verdure, formaggi e erbe; poi abbiamo le zuppe che rappresentano la base della cucina serba: tra le più succulente annoveriamo quella con pollo, verdure e riso (begova corba) e un’altra con manzo e agnello in brodo, il tutto ricoperto da spinaci e uova (bosanski cimbur).

Anche le carni sono molto gettonate per l’alimentazione: in particolare abbiamo il musaka, un timballo di melanzane con all’interno carne trita, la kapama con carne d’agnello, vitello e bovino in umido il tutto impreziosito da spinaci e cipolla bagnati in panna acida.

Poi abbiamo il tipico formaggio kajmak di cui esiste una variante ricoperta da carne trita, il burek. Tra i dolci annoveriamo la baklava, sfoglia di burro con noci, lo strudel, le frittelle e i pasticcini fatti di pasta lievitata con aroma di limone e vaniglia. In ultimo tra le leccornie dolci più golose ricordiamo il tufahije, dolce di noci con miele e panna montata. Il caffè è quello tipico “alla turca”, macinato in infusione, e molto diffusa è la birra locale.

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