Sblocco con un dito? No, ora il telefono ti legge le labbra

L'Università di Hong Kong sviluppa una tecnologia che permette di leggere le labbra come password per il telefono

Fonte: Pixabay

L’impronta delle labbra è un codice che distingue ognuno di noi, un codice che potrebbe diventare presto una password personale sulla falsa riga di quanto già avviene per le impronte digitali, per la lettura della retina o per il riconoscimento vocale. A differenza dell’impronta digitale, la lettura delle labbra non richiederebbe, però, alcun contatto fra noi e lo strumento che intendiamo sbloccare, ad esempio il cellulare.

I modi per assicurare la sicurezza degli smartphone sono diversi. Attualmente, alcuni modelli possono essere bloccati tramite impronta digitale, riconoscimento facciale, riconoscimento vocale. I più comuni ovviamente ricorrono al caro e vecchio PIN. La tecnologia per la lettura delle labbra è stata sviluppata da un team di ricercatori dell’Università di Hong Kong.

I vantaggi della lettura delle labbra

Ad un primo sguardo i vantaggi di un sistema di lettura delle labbra rispetto ad altri metodi possono sembrare irrilevanti e frivoli. Molte forme di autenticazione sono basate sul linguaggio, sui numeri o su software di interfaccia. Ciò che rende la lettura delle labbra differente rispetto agli altri metodi è che ognuno di noi, nel pronunciare una certa parola, esegue un movimento distintivo. In altri termini, non esistono due persone al mondo che pronunciano ugualmente la stessa parola e muovono le labbra nello stesso modo quando lo fanno.

Insomma, come per le impronte digitali, il movimento delle labbra è unico e distintivo. Tuttavia, in questo secondo caso non è necessario il contatto con lo strumento e l’autenticazione può avvenire anche a distanza. Inoltre, questo movimento non può essere riprodotto in altri modi come avviene, invece, con falsi campioni di impronte.

Problemi e sviluppi futuri

L’obiezione più semplice è che certamente non tutte le volte che pronunciamo lo stesso vocabolo muoviamo le labbra in un modo perfettamente uguale. Dunque, lo strumento potrebbe non riconoscere che siamo noi a pronunciare il codice d’accesso. Come accade per il riconoscimento vocale, sarà necessario registrare la parola d’accesso più volte in modo da permettere allo strumento di creare il codice con un range di tolleranza sufficiente.

L’università di Hong Kong ha appena presentato la tecnologia e al momento sta lavorando su alcuni margine d’errore. I ricercatori sperano di concludere lo sviluppo entro un anno ed esplorano le opzioni per la commercializzazione del prodotto. Il supervisore del progetto, il Dottor Cheung, vorrebbe che la tecnologia venisse presto diffusa e utilizzata su una serie di dispositivi.

Storie dal web

Lascia un commento

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti