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Scoperti i geni della felicità grazie a due scienziati

I geni della felicità esistono davvero e il loro studio aprirà nuove strade verso la ricerca di terapie mirate contro ansia e depressione

Fonte: flickr

Essere felici ed ottimisti è scritto nei geni della felicità. E’ questo il risultato di uno studio olandese che ha portato all’identificazione di alcuni frammenti di DNA, ribattezzati appunto geni della felicità, le cui varianti genetiche influenzano direttamente i meccanismi biologici che regolano il modo in cui ciascuna persona affronta gli eventi della vita. La straordinaria scoperta si deve ad un team di ricercatori dell’Università di Vrije di Amsterdam guidato dai due scienziati Meike Bartels e Philipp Koellinger in collaborazione con l’Università di New York ed è stata pubblicata nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Nature Genetics.

La ricerca di un gene responsabile della felicità e del buonumore si è basata sull’analisi e sul sequenziamento del genoma su un campione di circa 300mila volontari divisi in tre gruppi, ognuno composto da persone dai tratti comportamentali simili. Il primo gruppo era rappresentato da soggetti caratterizzati da un atteggiamento sereno ed ottimista nei confronti delle varie situazioni della vita, mentre al contrario il secondo gruppo era composto da persone palesemente ansiose. Infine, il terzo gruppo comprendeva soggetti che manifestavano una i tipici sintomi della depressione.

L’analisi e il successivo confronto incrociato del codice genetico dei soggetti hanno portato all’identificazione di 3 varianti genetiche collegate al benessere e al buonumore: sono proprio questi i geni della felicità e si è scoperto che risultano attivi nelle ghiandole surrenali, nel pancreas e nelle cellule del sistema nervoso centrale e sono tipici delle persone che manifestano un atteggiamento positivo ed ottimista. In aggiunta a questo risultato, lo studio ha portato ad isolare anche due mutazioni geniche associate ai soggetti affetti da depressione e 11 frammenti del genoma associati a persone affette da ansia e fenomeni nevrotici.

Secondo il professor Bartels, i geni della felicità identificati rappresentano solo una minima parte del DNA coinvolto nei processi che determinano la felicità, ed è sicuro che esistono numerosi altri geni che concorrono a formare il carattere di una persona, sottolineando che non bisogna dimenticare l’importanza dei fattori ambientali e socio economici nel determinare il benessere individuale. Lo scienziato ha inoltre dichiarato che l’identificazione di questi geni porterà presto ad approfondire i meccanismi alla base degli stati d’ ansia e della depressione, portando anche alla sperimentazione di nuove terapie più efficaci e mirate.

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