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Sfinge di Giza: i segreti e i miti del simbolo dell'Egitto

La Sfinge di Giza, in Egitto, è un monumento grandioso, avvolto dal mito e dalle leggende: alcune ve le raccontiamo in questo articolo

Fonte: pixabay

La grande Sfinge di Giza è la più grande, la più antica e probabilmente la più famosa statua monumentale in tutto il mondo. Si tratta di un massiccio di settantatre metri e mezzo di lunghezza e di venti metri di altezza. Essa si configura come simbolo iconico dell’intero Egitto, stagliandosi nell’immaginario comune, legato a questo paese.

Ha la forma di un leone coricato con la testa di un uomo che indossa il copricapo Nemes di un faraone (anche se alcuni hanno sostenuto che in origine avesse la testa di un leone e successivamente questa sia stata modificata). Si sono creati numerosi dibattiti attorno al suo significato, alla sua età e al nome del faraone che l’ha fatta costruire.

Significato esoterico

Si narra che la Sfinge di Giza custodisse l’ingresso alla città greca di Tebe, e che ponesse un enigma ai viaggiatori per consentire loro il passaggio. L’enigma esatto richiesto dalla Sfinge non è stato specificato dai primi narratori di storie e non è stato standardizzato come quello indicato di seguito nella storia greca.

Alcune leggende dicono anche che Hera o Ares avevano inviato la Sfinge dalla sua terra d’origine etiope a Tebe, in Grecia, dove poneva a tutti i passanti il più famoso enigma della storia: “Quale creatura al mattino va su quattro gambe, a mezzogiorno su due, e la sera su tre, e più gambe che ha, più debole è? “. La Sfinge avrebbe strangolato e divorato chiunque non fosse stato in grado di rispondere. Edipo risolse l’enigma rispondendo: “L’uomo che striscia a quattro zampe da bambino, poi cammina su due piedi da adulto e poi cammina con un bastone in età avanzata”.

Se non vi è alcuna prova contemporanea che indichi con certezza chi rappresenta, la Stele Sogno, eretta dal faraone Thutmose IV nel Nuovo Regno, associa la Sfinge al re Khafra (conosciuto anche con la versione ellenizzata del suo nome, Chefren). Questi avrebbe posto la sua costruzione durante la IV dinastia egizia (2723 a.C.-2563 a.C.).

Nel 2004, il grande esperto della storia d’Egitto Vassil Dobrev ha annunciato i risultati di un riesame di documenti storici e la scoperta di nuove prove di 20 anni che suggeriscono che la Grande Sfinge potrebbe essere stato il frutto del lavoro del poco conosciuto Faraone Djedefre, fratellastro di Chefren e di un figlio di Cheope. Dobrev suggerisce che è stato costruito da Djedefre a immagine di suo padre Cheope, identificandolo con il dio del sole Ra, al fine di ripristinare il rispetto della loro dinastia.

Simbologia

La sfinge è una creatura mitologica introdotta dall’antica cultura egizia che ha assunto diversi significati nel corso della storia umana. Diverse culture hanno adottato il concetto della sfinge per arricchire la propria mitologia, fornire ruoli simbolici all’interno dei loro templi, e anche descrivere aspetti della personalità di un individuo.

La raffigurazione a noi più familiare della Sfinge di antica cultura egizia è una creatura con il corpo di leone e la testa di un uomo. Gli storici interpretano questa forma mista come una simbolica unione della forza e del dominio di un leone con l’intelligenza di un re.

L’egittologo Henry Fischer conferisce un’importanza divina a questa forma, sostiene infatti che essa dimostri che il re sia il “legame tra gli uomini e gli dei.” La Grande Sfinge di Giza è uno degli esempi più noti di questa forma, ma gli storici ritengono che anche la sfinge egizia avesse un significato simbolico, in veste di guardiana, per la sua collocazione all’ingresso della necropoli di Giza.

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