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Sharm el Sheik: come organizzare un viaggio in sicurezza

Per quanto meta ricca di fascino, Sharm el Sheik sta vivendo un periodo di terrore a causa degli attacchi subiti. Ma quali sono ad oggi le zone sicure per visitarla?

Fonte: google

Sharm El Sheik è ormai nota non solo per il suo mare stupendo, le attrazioni turistiche, i resort da sogno e la sua accoglienza, ma anche per gli attentati terroristici che l’hanno vista teatro. Alla luce degli ultimi fatti di cronaca dobbiamo considerare pericoloso Sharm El Sheik? Domande che qualche anno fa ignoravamo, diventano inevitabili per chi decide di organizzare un viaggio verso questa meta.

Come specifica il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, è inevitabile, anche nei luoghi raccomandati “mantenere comunque elevata la soglia di attenzione, in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte della autorità di sicurezza, non possono essere considerati completamente immuni da possibili minacce”.

Dando un’occhiata alla Mappa dei Paesi a rischio per chi viaggia, rielaborata a giugno dal Ministero degli Affari Esteri francese, l’Egitto è perfettamente diviso a metà tra aree assolutamente sconsigliate ai turisti e aree da evitare se non per ragioni assolutamente indispensabili. A Sharm El Sheik le sole aree dichiarate sicure sono quelle dei resort.

La situazione

Il fatto che gli obiettivi dei recenti attentati terroristici siano stati proprio i turisti e i loro luoghi di aggregazione, allontanano sempre più turisti dall’idea di andare a Sharm El Sheik. Tanto che in occasione degli episodi più aggressivi, diverse compagnie aeree hanno sospeso i voli da e per la meta turistica, soprattutto dopo la stessa risposta dei turisti che hanno deciso di cancellare le proprie prenotazioni. Ad oggi la compagnia Easyjet ha annullato tutte le partenze per Sharm dall’Italia.

Sono state confermate invece le partenze con Meridiana Fly, Pegasus Airlines, Turkish Airlines e EgyptAir. I prezzi sembrano concorrenziali, proprio per cercare di risollevare le sorti di un settore fondamentale per l’economia, come quello turistico, che a novembre scorso, secondo la Camera per il Turismo nell’area, ha visto andare in fumo l’80% delle prenotazioni. E diversi esercizi commerciali e resort hanno già chiuso i battenti.

Si potrà convenire che tutto questo è un incentivo per chi preferisce la tranquillità alla confusione. Ma i commenti degli iscritti di Trip Advisor, il sito specializzato in recensioni dei viaggiatori, sono unanimi: la situazione è molto cambiata rispetto a qualche anno fa e si respira aria di incertezza e desolazione, nonostante i controlli delle autorità permettano una condizione di generale sicurezza.

Ingresso in Egitto

Dal 15 maggio dello scorso anno sono entrate in vigore nuove regole per l’ingresso in Egitto: chi vuole partire senza utilizzare un tour operator deve viaggiare munito di visto. Le Autorità di frontiera egiziane consentono perciò l’ingresso nel paese sia con passaporto, che con carta d’identità, valida per l’espatrio, accompagnata da due foto formato tessera, necessarie per ottenere il visto.

Inoltre per quanto riguarda la carta d’identità, questa non sarà accettata con certificato di proroga o validità mediante apposizione di timbro sul retro del documento. Ciò rende fortemente consigliato l’uso del passaporto. Mentre dove e come si richiede il visto? Presso i Consolati e l’Ambasciata d’Egitto e solo in caso di turismo direttamente negli aeroporti dietro pagamento di 25 dollari americani o ammontare equivalente in euro.

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