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Starbucks denunciato per bicchieri riempiti poco, baristi attenzione

Starbucks denunciato da un cliente. L'industria, nota in tutto il mondo, è stata accusata da un cliente di risparmiare sulle bevande, riempendo in modo esiguo i bicchieri

Fonte: pixabay

Di recente, l’industria multimilionaria Starbucks è stata denunciata. Un giudice federale ha più volte affermato, nel corso di una discussione, che i clienti Starbucks possono querelare la famosa impresa con l’accusa di risparmiare sulla quantità delle bevande servite, a discapito della qualità delle bibite offerte alla clientela che frequenta quotidianamente il locale. Questo, è quanto accaduto durante la settimana scorsa a San Francisco, cittadina nella quale un giudice distrettuale, Thelton Henderson, ha sostenuto che è possibile chiedere i danni per frode e pubblicità ingannevole all’industria multimilionaria. Secondo la causa, Starbucks è solita risparmiare su uno degli ingredienti principali delle sue bevande: il latte.

L’industria, a sua discolpa, non ha negato il fatto ma ha affermato di seguire una ricetta adottata sin dal 2009. Fatto sta che Starbucks da quando ha iniziato a mettere in pratica tale strategia, ha risparmiato innumerevoli milioni di dollari nel costo del latte finendo ingiustamente per arricchirsi vendendo un prodotto diverso da quello che viene quotidianamente pubblicizzato. Le lamentele raccolte dai clienti insoddisfatti sono numerose, in tanti infatti raccontano che il proprio bicchiere con la bevanda desiderata non venga riempito fino all’orlo ma che, al contrario, rimangono sempre un paio di centimetri di spazio vuoto.

Questo purtroppo non è un caso in quanto continua a succedere in modo ripetuto e l’inganno diviene sempre più evidente. Il tribunale che si è occupato di emettere la sentenza, una volta analizzato il caso, ha ritenuto che Starbucks si riservi dal versare nei bicchieri un contenuto di liquido inferiore al normale di quasi 50 cl. L’indagine è stata eseguita prendendo a campione diverse sedi di New York. I risultati sono stati clamorosi: nessun bicchiere conteneva la giusta quantità di bevanda, come pubblicizzato.

L’azienda continua a dichiarare che, nel conteggio dei cl contenuti nel bicchiere, andava sommato anche lo strato di schiuma che si forma alla sommità della bevanda. Ma, secondo la comunità scientifica, la schiuma non si misura in quanto per sua natura tende a sciogliersi dopo pochi minuti. Starbucks, attraverso i suoi portavoce, lascia detto che la società continuerà a difendersi da questa inutile accusa che, sempre secondo l’impresa, non ha diritto di esistere. L’impresa stessa sostiene che se un cliente non è soddisfatto di come le varie bevande vengono preparate, sarà lieta di rifarle da capo.

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