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Startup in Italia: la metà non ha neanche un sito

Tra le startup italiane una su due non ha un sito funzionante e solo un centinaio su cinquemila è presente online con le caratteristiche corrette per essere efficace

Fonte: Pixabay

Oggi le startup italiane iscritte al registro sono 5.143. Di queste quasi tremila (2.998) hanno comunicato di avere un proprio sito internet. Si tratta del 58%: un numero discreto ma, se si approfondisce la ricerca, emergono dati che denotano una situazione allarmante. Di quelle dotate di un sito web non si conosce nulla. Il dato è stato reso noto dalla società Instilla, di proprietà del 28enne Paolo Meola. Instilla è un’azienda che si occupa di migliorare l’aspetto di digital marketing delle startup. Facendo una panoramica della situazione in Italia, Meola ha verificato come siano davvero poche le startup che utilizzino il proprio sito web in modo corretto.

Il risultato della ricerca svolta da Instilla parla chiaro: tre siti ogni dieci startup non è funzionante. Di questi oltre la metà non è raggiungibile, il 41% porta la scritta “in costruzione”, mentre il 2,5% ha messo in vendita il dominio. Insomma sono davvero poche le realtà italiane che hanno capito l’importanza di uno strumento come internet per la crescita della propria attività. Alla fine meno di una startup su cinque ha un sito con le caratteristiche necessarie per essere funzionale ed efficace secondo i dati presentati dallo stesso Meola.

La collaborazione con altre aziende startup ha consentito al proprietario di Instilla di capire in che modo funzionano oggi le startup in Italia. Meola è sicuro del fatto che molte delle nuove nate sul registro o non sono vere startup, o non hanno nulla a che vedere con il mondo digitale. L’aspetto ancora più allarmante è che il 30% dei siti che non funzionano è in questa situazione addirittura dal 2010. In più, tra le startup che sono in possesso di un sito funzionante, 3 volte su 10 questo non è ottimizzato per mobile. Sono circa un centinaio quelle ad aver ottenuto la sufficienza dei testi di compatibilità di Google.

Oggi è fondamentale un’ottimizzazione dei siti web per la visione attraverso mobile. Già sul finire dello scorso anno, infatti, Google annunciava che le ricerche via mobile hanno ormai superato quelle via desktop raggiungendo i 100 miliardi di ricerche. Appare quindi chiaro che se un’azienda non è presente sul web anche in versione mobile, è molto difficile che possa scalare il mercato. A questo punto il dubbio concreto è che molte delle startup iscritte nel registro siano in realtà delle normalissime PMI, oppure che le startup italiane siano molto (troppo) lontane dal mondo digitale.

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