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La storia di Saif, da venditore di rose a sommelier

L'incredibile storia di Saif, un ragazzo che da venditore ambulante di rose è riuscito a diventare un sommelier

Da venditore di rose a sommelier, Saif Uddin è un giovane che, arrivato dal Bangladesh diversi anni fa, ha saputo cambiare la sua vita. Era giovanissimo quando si trasferì in Italia, senza documenti, per sfuggire alla povertà del suo paese. Ad ospitarlo fu un amico, che lo accolse in un monolocale in cui vivevano in cinque. Saif, che all’epoca aveva solo 18 anni, iniziò a lavorare come venditore ambulante di rose.

“Era dicembre, prima di Natale – ha spiegato raccontando la sua storia per il progetto #hosceltomilano -. Non sapevo una parola di italiano, non avevo i documenti, e neanche la giacca e i guanti. Mi svegliavo all’alba, correvo all’Ortomercato a prendere i fiori, toglievo tutte le spine dalle rose e andavo in giro a venderle. Me lo ricordo, quel primo mese. Nevicava tantissimo”.

“Mi vedevano ragazzino magro, senza niente – ha spiegato ricordando quel periodo difficile -. Qualcuno mi allungava delle monete e non voleva i fiori in cambio ma io davo lo stesso loro una rosa. Nella vita ci vuole eleganza, dignità. Io facevo un lavoro e speravo che quei fiori servissero a qualcuno”.

La svolta per lui arrivò quando il proprietario di una pizzeria, notandolo per strada, gli offrì un lavoro. Saif iniziò quindi a lavorare come lavapiatti e poi come aiuto cuoco. Quando l’attività entrò in crisi e chiuse però il giovane fu costretto ad abbandonare quell’impiego, nonostante fosse diventato molto bravo.

Nel frattempo però era riuscito a mettersi in regola e ad ottenere i documenti per vivere in Italia. Di nuovo senza lavoro, Saif decise di non perdersi d’animo, ritornò a vendere rose per strada, distribuendo nel frattempo i suoi curriculum. La sua voglia di fare e l’impegno alla fine sono stati premiati. Oggi il giovane lavora in un celebre locale di Milano, il Ratanà, e studia per diventare sommelier. “Ho un lavoro che mi piace – ha spiegato -, abito in zona Niguarda con tre amici in una casa spaziosa abbastanza per farci stare bene tutti. Ogni mattina mi alzo, prendo il motorino e vengo a lavorare al Ratanà, in zona Isola. Nel pomeriggio vado alla scuola per sommelier, poi torno al ristorante e ci resto fino all’una di notte”.

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