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Tartaruga azzannatrice: nei dintorni di Milano se ne aggira una

La chiamano tartaruga azzannatrice ed è molto pericolosa: a giugno il terzo caso di ritrovamento, a Olona, in provincia di Milano. Ecco come riconoscerla

Una tartaruga azzannatrice, esemplare della specie Chelydra Serpentina, è stata ritrovata da un passante che camminava lungo il fiume Olona, in provincia di Milano. La notizia è stata data dal sito dell’Ansa, lo scorso 12 giugno, dopo il singolare ritrovamento. Il fatto desta particolare scalpore in quanto questa specie, originaria del Nord America e particolarmente aggressiva, è stata inserita nella lista nera di tutta Europa, tra le specie invasive per le quali è vietata la detenzione e la vendita.

Infatti, l’azzannatrice è una tartaruga d’acqua esotica pericolosa, sia per la salute sia per l’incolumità pubblica, provoca inquinamento biologico, come tutte le specie non autoctone messe in libertà, e ha un morso rapido ed efficace capace di tranciare di netto anche il dito di un uomo. Il vigoroso predatore si nutre principalmente di pesci, crostacei e anfibi, e può superare anche i 40 centimetri di lunghezza. Pur essendo originaria degli Stati Uniti, dove ha l’habitat naturale, la tartaruga azzannatrice viene illegalmente esportata: in particolare nell’ultimo ventennio se ne sono ritrovate diverse anche in Italia.

L’ultima in ordine cronologico è proprio quella di Olona, che è stata prelevata dalle guardie zoofile dell’Ente nazionale protezione animali e affidata al Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona, alle cure e all’osservazione del veterinario William Magnone. Non si sentirà di certo sola, dopo che uscirà dal periodo di quarantena utile a monitorarne le condizioni: infatti, andrà a far compagnia ad altri due esemplari della sua specie, ospiti della stessa struttura, superstiti di altri abbandoni, tutti registrati negli ultimi periodi in zona, nelle vicinanze di parchi pubblici.

Il fenomeno degli abbandoni di tartarughe si è incrementato molto negli ultimi anni, in seguito al commercio e all’esportazione illegale fuori dal loro habitat. I rilievi del 1999 effettuati dall’Unione internazionale per la Conservazione della Natura registrarono già ai tempi diecimila tartarughe azzannatrici uscite dal territorio Usa, diventate ben 558mila nel 2008. L’introduzione e la detenzione in Italia è illegale, perciò è importante imparare a riconoscerle per avvertire subito le guardie forestali, in caso di avvistamento. Occhio però: l’azzannatrice assume un atteggiamento particolarmente aggressivo soprattutto quando viene portata fuori dall′acqua.

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