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Triangolo delle Bermude, il mistero finalmente svelato

Il Triangolo delle Bermude sembra non essere più tanto misterioso: un gruppo di ricercatori ha finalmente trovato una spiegazione scientifica a questo enigma

Il Triangolo delle Bermude è stato uno dei misteri più sentiti e celebrati del secolo passato: finalmente sembra che un gruppo di ricercatori della Arctic University in Norvegia abbia trovato una spiegazione convincente per le numerose sparizioni avvenute negli anni in questa zona “maledetta” dell’Oceano Atlantico. La storia di questo fazzoletto di mare inizia nel 1950 quando i giornalisti Edward Van Winkle Jones e George X. Sand rilevarono come fossero numerose le imbarcazioni e gli aeromobili spariti nella zona tra l’arcipelago delle Bermude, l’isola di Porto Rico e la Florida.

Negli anni l’elenco dei mezzi scomparsi in questo mare è aumentato tragicamente. L’impatto sull’immaginario collettivo è stato talmente forte che sono circolate innumerevoli ipotesi, più o meno fantasiose, sulle possibili cause di questo buco nero che ha ispirato il mondo del cinema e della letteratura. Dalle trombe marine agli tsunami, dall’elettromagnetismo agli Ufo, queste teorie non sono mai sembrate davvero in grado di dare una delucidazione convincente.

Finalmente, però sembra che si possa scrivere la pagina definitiva di questo mito dei nostri tempi: gli scienziati norvegesi hanno rilevato come il fondale del Mare di Barents, nel Mar Glaciale Artico, sia caratterizzato da enormi cavità, profonde fino a 45 metri e larghe quasi 800. Queste gigantesche buche sarebbero causate dalle esplosioni di metano marino che interessano la realtà subacquea della regione artica: l’abnorme quantità di gas scatenerebbe un effetto valanga in grado di provocare ripercussioni talmente devastanti da sconvolgere anche l’arcipelago delle Bermuda, piuttosto distante da questo epicentro polare.

Secondo questa recente scoperta, quindi, le navi scomparse nel leggendario Triangolo sarebbero state inghiottite e disintegrate da una specie di reazione nucleare: essa avviene quando il metano contenuto nel ghiaccio torna ad assumere forma gassosa a causa del riscaldamento marino. Pertanto, alla base di questo rompicapo, fino a ieri inspiegabile, non c’è nessuna spiegazione occulta: le Bermude non sono colpite dalla sventura ma da un fenomeno naturale, per quanto eccezionale. Ancora molti, però, sono gli aspetti su cui fare chiarezza e non resta che aspettare le future evoluzioni di questa ricerca scientifica di così grande interesse.

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