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L'ultima moda sono gli addobbi natalizi da mangiare

L'ultima moda in occasione del Natale? Sono gli addobbi da mangiare: belli da vedere, ma soprattutto ecofriendly

L’ultima moda per Natale? Sono gli addobbi da mangiare! Le feste si fanno sempre più ecofriendly e la nuova tendenza impone di rispettare l’ambiente soprattutto in questo periodo dell’anno in cui si verificano molti più sprechi.

In quest’ottica gli addobbi natalizi diventano commestibili, per ridurre al minimo gli scarti. Ad esempio rosmarino, formaggio, olive e pomodorini possono essere utilizzati per realizzare una ghirlanda, da gustare, un pezzetto dopo l’altro, durante la cena della Vigilia o il pranzo di Natale.

Al bando anche gli alberi sintetici per decorare la casa, meglio utilizzare uva bianca e rossa per creare delle piccole sculture deliziose e dolcissime, da assaporare un chicco dopo l’altro. Il pane non manca mai sulla tavola degli italiani, ma molti scelgono, proprio per evitare sprechi, di trasformarlo in un segnaposto, originale e utile per fare la classica “scarpetta” con il sugo. Anche i porta candele e i centrotavola possono diventare commestibili, scegliendo frutta e verdura al posto di oggetti in plastica. Ad esempio una verza tagliata a metà può diventare un comodo cestino per servire l’antipasto.

Un discorso che vale anche per l’albero di Natale. Secondo gli esperti, nonostante possa sembrare il contrario, la scelta più ecologica è l’albero vero, meglio ancora se con le radici, da piantare in giardino o in un vaso in attesa delle prossime festività natalizie. 

Insomma: questo Natale sarà senza ombra di dubbio ecofriendly, non solo per quanto riguarda i classici addobbi, ma anche per i pasti. Coldiretti ad esempio consiglia di riciclare gli avanzi per realizzare altri piatti ed scongiurare la possibilità di buttare inutilmente il cibo. Buona anche l’idea di fare la spesa calcolando bene le porzioni, per evitare di preparare quantitativi sproporzionati che potrebbero finire nella spazzatura. Infine è sempre meglio puntare su prodotti di stagione e favorire la filiera corta, scegliendo cibi a km zero.

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