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United colors of Serie A: pioggia di critiche

Le nuove maglie delle big del campionato non piacciono ai tifosi: dalla Roma orizzontale alla Juventus "modello Udinese" fino all'Inter... effervescente.

Fonte: screenshot da Twitter

Oltre che delusi per il livello in picchiata del campionato, da ormai troppi anni i tifosi italiani sono sopraffatti e inevitabilmente stupefatti per la bizzarre scelte cromatiche fatte dagli sponsor tecnici delle squadre che vestono le protagoniste delle domeniche degli italiani.

Che ormai l’apparire abbia superato l’essere non stupisce più nessuno, è così nella vita di tutti i giorni e figurarsi se poteva andare diversamente nel mondo del pallone, che giorno dopo giorno vede scollarsi la dimensione sentimentale da quella pratica, rispondente alle logiche economiche che obbligano le società a moltiplicare le fonti di incasso.

Ma anno dopo anno si va sempre oltre. Accade allora che oggi il main sponsor, volgarmente detto la scritta che dal 1980 campeggia sulle maglie dei calciatori, sia quasi minoritario rispetto ad altre forme di introito, tra le quali quelle del “jersey sponsor”, ovvero i fornitori delle maglie.

Dalla Lazio alla Roma, sono sempre di più le squadre senza sponsor principale, ma adeguatamente foraggiate dalle ditte di sponsor tecnici, che in cambio della propria griffe sulle maglie propongono però scelte a volte non solo in controtendenza, ma proprio difficilmente comprensibili.

Il 2016-2017 non sembra smentire la tendenza. Ecco allora il "famolo strano" della Roma, che ha optato per strane e sottili righe orizzontali nella consueta prima maglia rosso scuro, comunque nulla in confronto con le originalità della Juventus, che già sul finire della passata stagione ha presentato le nuove tenute: la prima con strisce orizzontali larghissime, che hanno già suscitato strani paragoni con l’Udinese, la seconda blu elettrico con striscia verticale scura al centro, che fa vagamente Chelsea.

Così ha voluto Adidas, che per il Milan ha predisposto una prima maglia con strisce nere in dissolvenza nella parte alta. Ma dall’altra parte della barricata, ovvero dalla sponda Nike, fresca di causa milionaria alla "traditrice" Juventus, si è andati al di là di ogni immaginazione. Oltre alle novità romaniste, infatti, ecco la rivoluzione dell’Inter.

La prima maglia presenta sgargianti richiami gialli nella scritta dello sponsor e nei calzettoni, ma è sempre più tradizionale rispetto alla clamorosa terza divisa, le cui anticipazioni sono apparse nella mattinata di lunedì: azzurro nella parte alta che dissolve poi nel verde, e per non farsi mancare nulla la linea nera sui fianchi. Immediate le proteste dei tifosi nerazzurri e le ironie di quelli avversari, che hanno richiamato le similitudini con la lattina di una nota bibita. 

Forse la si vedrà solo in Coppa Italia. Costringendo I tifosi interisti, e non solo, a confidare in una rapida eliminazione…

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