"Vai a cucinare" alla guardalinee: la punizione è esemplare

Fonte: Getty Images

Quel sessismo becero, e fastidioso, che passa per i campi di calcio si esterna anche così, con i vari: “Vai a cucinare”, a cui i protagonisti delle cronache ci hanno abituato malamente nell’era della società della comunicazione.

Frasi, quelle pronunciate da Tomas Koubek, estremo difensore dello Sparta Praga e della Nazionale, e dal centrocampista Lukas Vacha sgradevoli a tal punto da indurre a una soluzione definitiva, dopo quanto accaduto domenica scorsa. I due giocatori hanno rivolto questa frase, chiaramente in senso dispregiativo, a un’assistente di gara, Lucie Ratajova.

La guardalinee è finita nel mirino dei due calciatori perché non avrebbe segnalato la posizione di fuorigioco di un calciatore del Brno, Alois Hycka, che siglava il pareggio a una manciata di secondi dalla conclusione del match di campionato.

Un presunto errore che avrebbe scatenato l’ira dei due giocatori dello Sparata. L’esplosione dell’estremo difensore si è concretizzata in allusioni relative ai posti che andrebbero occupati dalle donne, vedi cucina. A rincarare la dose, il compagno di squadra a cui l’insulto verbale non è parso adeguato: per rendere meglio il concetto ha deciso di postare su twitter la foto della guardalinee accostata alla parola cucina.

Troppo, anche per la dirigenza del club ceco, che ha poi spiegato di aver spedito i due tesserati a qualche seduta di allenamento con le ragazze affinché si rendessero conto “che le donne possono essere bravissime e chiaramente non solo in cucina”.

A pochissimo sono servite, poi, le scuse via Facebook con tanto di foto con moglie e figlioletta, il gesto si è rivelato comunque inadeguato tanto e quanto i precedenti che anche da noi, da Ibra a Belloli, hanno evidenziato la necessità di colmare una evidente voragine culturale.

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